The Football Faithful
·14 luglio 2026
📈 Power ranking del Mondiale: e poi ne rimasero quattro

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·14 luglio 2026

Riesci a crederci? Sono rimaste solo quattro squadre nella Coppa del Mondo FIFA 2026, mentre ci avviciniamo alle semifinali del più grande torneo internazionale di calcio di sempre.
L’Inghilterra affronta la storica rivale Argentina dopo aver rimontato e battuto la Norvegia nei quarti di finale, mentre l’Albiceleste ha superato la Svizzera dopo i tempi supplementari.
I Three Lions hanno vinto il più recente confronto mondiale tra le due nazioni nel 2002, anche se l’Argentina ha vinto gli ultimi due incroci nella fase a eliminazione diretta. Un possibile buon presagio per gli uomini di Thomas Tuchel si può forse trovare nel fatto che l’Inghilterra batté la nazionale sudamericana nel cammino verso la vittoria del torneo nel 1966, ben 60 anni fa.
Nell’altra semifinale, la favorita Francia affronterà la Spagna in una riedizione della semifinale di Euro 2024 di due anni fa. Les Bleus cercheranno di prendersi la rivincita dopo aver perso quella partita in Germania.
Abbiamo stilato la classifica delle ultime quattro squadre prima del penultimo turno di partite. Fateci sapere nei commenti se siete d’accordo oppure no!
Il cammino dell’Argentina fino alle ultime quattro della competizione è stato molto più complicato del previsto. Ha avuto il calendario più agevole di tutte, affrontando Capo Verde, Egitto e Svizzera, ma ha dovuto soffrire in ogni partita.
La mancanza di velocità e ampiezza nella rosa dei campioni in carica è emersa chiaramente, mentre Lionel Messi sembra affaticato dopo aver dovuto giocare due tempi supplementari. Nel corso del torneo hanno fatto enorme affidamento sulla stella dell’Inter Miami, anche se almeno contro gli svizzeri altri si sono fatti trovare pronti quando serviva.
È difficile immaginare un’Argentina che mercoledì non venga sovrastata fisicamente dall’Inghilterra.
Fermatemi se questa l’avete già sentita: una talentuosa Inghilterra fatica contro avversari più deboli in un grande torneo, ma crea comunque abbastanza occasioni e difende abbastanza bene da arrivare fino in fondo.
Questa è stata più o meno la storia dei Three Lions da quando raggiunsero le semifinali del Mondiale nel 2018. Thomas Tuchel ha ripetuto quell’impresa con l’attuale squadra e spera di fare un passo in più questa settimana.
Con Jude Bellingham, tutto è possibile. La stella del Real Madrid ha già tirato fuori la squadra dai guai più volte, proprio quando ne aveva più bisogno. È quasi importante per l’Inghilterra quanto Messi lo è per l’Argentina.
Una delle cose più impressionanti di questa squadra è la profondità della rosa. La Norvegia è stata la migliore per gran parte del quarto di finale di sabato e probabilmente avrebbe dovuto vincerlo nei tempi regolamentari. Ma Tuchel ha potuto attingere alla panchina e ribaltare l’inerzia a favore dell’Inghilterra. Bukayo Saka è stato eccellente sulla destra dopo il suo ingresso, Djed Spence ha blindato il lato sinistro della difesa e Dan Burn è stato una barriera invalicabile sui cross.
Prima dell’inizio del torneo, la Spagna era la mia favorita per la vittoria finale. Ha battuto Francia e Inghilterra, due delle migliori squadre al mondo, giocando un calcio splendido nel cammino verso il trionfo a Euro 2024.
La Roja, però, quest’estate non ha mostrato lo stesso estro. Ha adottato un approccio molto più conservativo, in gran parte a causa della condizione fisica, o della mancanza di essa, di Lamine Yamal e Nico Williams.
Yamal ha riportato un infortunio al bicipite femorale verso la fine della stagione e non è ancora tornato al suo miglior livello. Williams ha giocato pochissimo da quando ha subito un problema muscolare contro l’Uruguay, togliendo una minaccia enorme alla loro linea offensiva.
La Spagna è riuscita a farne a meno, soprattutto in fase difensiva; ha concesso appena un gol in sei partite. Ma i tifosi spagnoli avranno sicuramente tirato un sospiro di sollievo vedendolo entrare dalla panchina per gli ultimi 10 minuti della vittoria nei quarti contro il Belgio. È un autentico game changer.
Come la Spagna, anche la Francia non ha giocato come immaginavo. Da 14 anni vediamo Didier Deschamps impostare la sua squadra per un calcio senza rischi, trascinandosi nelle partite con l’obiettivo di non commettere errori. A volte era frustrante vedere una rosa piena di superstar giocare uno dei calci più noiosi del panorama internazionale.
Ma quest’anno, nell’ultimo torneo di Deschamps da ct della nazionale, il freno è stato tolto. Anche in questo caso, molto come per la Spagna, è stato per necessità; l’infortunio di Aurelien Tchouameni ha eliminato l’opzione di giocare con tre centrocampisti (il ct ha anche resistito alla possibilità di schierare N’Golo Kante).
Deschamps ha invece deciso di giocare con quattro attaccanti, e il risultato è stato un calcio coinvolgente e di altissimo livello. Kylian Mbappe è già di per sé terrificante per gli avversari, figuriamoci quando è circondato dal vincitore del Pallone d’Oro Ousmane Dembele, Michael Olise e da uno tra Desire Doue e Bradley Barcola.
La decisione di spostare Michael Olise in posizione centrale, dopo averlo schierato a destra nella gara d’esordio della fase a gironi contro il Senegal, è stata un colpo da maestro. Il giocatore del Bayern Monaco è stato fin qui il migliore dei suoi e qualsiasi squadra voglia fermare la Francia dovrà quantomeno riuscire ad annullarlo.
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🏴 qui.







































