Juventusnews24
·10 febbraio 2026
Prandelli non ha dubbi: «Alla Juve servono 2-3 giocatori per alzare il livello, ecco cosa penso di Spalletti». Il consiglio ad Yildiz

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La marcia di avvicinamento al derby d’Italia del prossimo 14 febbraio si accende con le parole di un grande doppio ex e conoscitore del mondo bianconero. Intervistato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, Cesare Prandelli ha analizzato il momento della squadra di Luciano Spalletti, concentrandosi in particolare sul talento cristallino di Kenan Yildiz. Dopo il rinnovo fino al 2030, il numero dieci è chiamato alla prova della maturità a San Siro, stadio che lo ha già visto protagonista in passato e dove l’ex CT si aspetta la definitiva consacrazione sotto gli occhi dell’AD Damien Comolli.
Prandelli ha tracciato un parallelo affascinante tra il giovane turco e le leggende del passato, sottolineando come la sensibilità tecnica del ragazzo debba ora tradursi in una leadership vincente. Il tecnico ha rievocato i tempi in cui osservava Michel Platini allenarsi sui calci piazzati alla Continassa, suggerendo a Kenan di seguire quell’approccio maniacale per diventare un numero dieci completo, capace di decidere le partite non solo con i tunnel “stile Beccalossi”, ma con punizioni chirurgiche proprio nella scala del calcio.
Il discorso si è poi spostato inevitabilmente sul reparto offensivo, dove l’assenza per infortunio di Dusan Vlahovic sta pesando nonostante l’ottimo impatto di Jonathan David. Prandelli, che ha allenato il serbo a Firenze, ha espresso rammarico per lo stop forzato del numero nove, convinto che sotto la guida di Spalletti avrebbe potuto segnare “una marea di gol”. Riguardo al futuro del bomber, Prandelli ha lanciato un avviso accorato: lasciare la Juventus non è mai una scelta banale e il rischio di rimpianti è altissimo.
PAROLE – «Luciano è un grande allenatore, esperto. Alla Juventus sta confermando quanto di buono ha mostrato in tutta la sua carriera: la squadra ha idee, voglia di fare la partita e trasmette la sensazione di poter recuperare sempre. Spalletti sta svolgendo un lavoro eccezionale e merita il rinnovo. Ma servono 2-3 giocatori che alzino il livello, non investimenti inutili.
Kenan si sta avvicinando, però gli manca ancora un pezzo di strada per essere come Del Piero. Questione di leadership e soprattutto di trofei. Il fuoriclasse deve vincere, a maggior ragione se indossa la maglia della Juventus. Più che una battuta di Michel, racconterei a Kenan come Platini si esercitava sui calci piazzati una delle sue specialità. “Le Roi” rideva e scherzava, ma quando provava le punizioni non voleva distrazioni. Calciava da solo. “Avete finito? Bene, adesso tiro io”. Noi ci fermavamo a guardarlo, era maniacale. Aveva un talento immenso, Platini, però era tutto tranne che superficiale. A Yildiz riporterei questo aneddoto perché un ragazzo con la sua tecnica deve diventare un numero dieci da 4-5 gol a stagione su calcio piazzato. Magari ci stupisce già a San Siro… Se non una punizione, almeno un bel tunnel stile Becca. Determinante, non soltanto per gli applausi».
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