Calcionews24
·12 giugno 2026
Prandelli ricorda Astori e guarda al futuro: «Con Grosso, Firenze può tornare a sognare lo scudetto»

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Cesare Prandelli è intervenuto a margine del Memorial Davide Astori a Firenze, soffermandosi sul ricordo dell’ex capitano viola, scomparso tragicamente nella notte del 4 marzo 2018 a Udine. L’ex commissario tecnico della Nazionale ha parlato con emozione del legame umano con Astori, prima di analizzare anche alcuni temi legati al futuro della Fiorentina e al momento del calcio italiano.
Il primo pensiero di Prandelli è stato inevitabilmente per Davide Astori, figura ancora profondamente presente nella memoria della città e del mondo viola: «Il ricordo è sempre straziante. Quando perdi una persona giovane il momento del ricordo è emozionante. Ricordo il suo carattere, un giorno ero in via dei Serragli, lo incrociai con la macchina, lui scese e venne ad abbracciarmi per dirmi che era diventato papà».
Parole semplici ma intense, che confermano quanto Astori abbia lasciato un segno non solo come calciatore, ma soprattutto come uomo.
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Spazio poi alla situazione tecnica della Fiorentina, con Prandelli che ha ringraziato Paolo Vanoli per il lavoro svolto e si è espresso con fiducia su Fabio Grosso: «Doverosi i ringraziamenti a Vanoli, che si è blindato nel centro sportivo e ha completato una missione non facile. Grosso ha dimostrato di essere un allenatore di spessore, quindi i tifosi in questo momento possono permettersi di pensare allo Scudetto. Firenze è così, dopo un anno di depressione devi ripartire con entusiasmo, tutti dovrebbero sognare».
Sul rapporto tra Grosso e Fabio Paratici, l’ex tecnico ha aggiunto: «Possono cambiare da subito tante cose, Paratici e Grosso si conoscono da tempo. L’input dell’allenatore è fondamentale, se arrivi che è tutto fatto come è capitato a me diventa difficile incidere».
Infine, Prandelli ha parlato anche della Nazionale italiana e della necessità di intervenire in modo strutturale sul movimento: «I Mondiali sono i Mondiali, li guarderemo tutti. Mi auguro che si pensi a qualcosa di concordato tra Federazione e Lega, altrimenti passeranno ancora tanti anni. Dopo il 2014 avevamo fatto analisi approfondite, purtroppo non sono bastate. La prima cosa che si dovrebbe fare è una seconda squadra, così si andrebbero ad aiutare i ragazzi non ancora pronti».
Un messaggio chiaro: per ripartire servono programmazione, collaborazione e maggiore attenzione alla crescita dei giovani.







































