PianetaChampions
·25 agosto 2026
Premier League, arriva la soluzione definitiva ai “finti infortuni”

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·25 agosto 2026

Il calcio inglese ha deciso di dichiarare guerra a uno dei trucchi più fastidiosi degli ultimi anni: i finti infortuni dei portieri usati per perdere tempo. A partire dalla stagione 2026/2027, con il via libera dell’IFAB, la Premier League sperimenterà una nuova regola pensata proprio per eliminare il cosiddetto timeout tattico. Una piccola rivoluzione destinata a far discutere, ma con un obiettivo chiaro: restituire fluidità al gioco. Non si tratta di una regola destinata a stravolgere le classifiche, certamente. Anzi, anche se siamo ancora agli inizi anche le quote sulla Premier League e i vari aggiornamenti dei media concordano nell’inquadrare nelle solite big il novero delle candidate al titolo in questa stagione. Ma allo stesso tempo questa nuova regola potrebbe rendere il gioco meno spezzettato e più godibile per il pubblico.
Il trucco del timeout tattico
Il meccanismo sfruttato finora è tanto semplice quanto efficace. A differenza dei giocatori di movimento, che in caso di infortunio devono uscire dal campo per farsi curare, il portiere può ricevere assistenza direttamente sul terreno di gioco. Questo costringe l’arbitro a interrompere la partita fino a quando l’estremo difensore non si è ripreso. Soprattutto nei finali di gara più concitati, diversi allenatori hanno finito per usare queste pause come veri e propri timeout per spezzare il ritmo degli avversari e impartire indicazioni dalla panchina. Alcuni tecnici inglesi lo hanno persino ammesso apertamente, riconoscendo di aver fatto ricorso alla tattica pur non andandone particolarmente fieri. Una furbizia che, pur rientrando nelle regole vigenti, va contro lo spirito del fair play e allunga a dismisura i tempi morti.
Come funziona la nuova regola
La novità ribalta completamente la convenienza di questa mossa. Se il portiere riceve le cure ma non viene sostituito, alla ripresa del gioco un compagno di squadra dovrà lasciare il campo per almeno un minuto di gioco effettivo. L’allenatore avrà dieci secondi per indicare al quarto ufficiale quale giocatore di movimento sacrificare. Se non lo farà entro il tempo previsto, a uscire sarà d’ufficio il capitano. In pratica, la squadra si ritroverà temporaneamente in inferiorità numerica, annullando qualsiasi vantaggio derivante dall’interruzione. Un deterrente semplice ma potenzialmente decisivo. Sapendo di dover restare in dieci per sessanta secondi, allenatori e portieri dovranno pensarci due volte prima di fermare il gioco per un semplice acciacco, con il rischio di lasciare la propria difesa scoperta proprio alla ripresa dell’azione avversaria.
Le eccezioni per gli infortuni veri
Questa nuova regola fa il paio con le novità regolamentari inserite a partire dall’ultimo Mondiale di calcio in Usa, Canada e Messico. Ma naturalmente il protocollo, approvato dall’IFAB, prevede una serie di eccezioni per tutelare la salute dei calciatori. Gli infortuni realmente gravi continueranno a ricevere tutta l’assistenza necessaria, senza penalità. Ed è il caso, ad esempio, di uno scontro tra il portiere e un giocatore di movimento in cui entrambi abbiano bisogno di cure. L’idea di fondo è colpire i comportamenti simulati, non le situazioni autentiche, mantenendo un equilibrio tra fluidità della gara e sicurezza. Il calcio inglese monitorerà la sperimentazione per tutta la stagione, insieme all’IFAB, per valutarne l’efficacia.
L’idea di Collina
A spingere per questa soluzione è stato anche Pierluigi Collina, responsabile degli arbitri internazionali, che aveva individuato la questione tra le priorità da affrontare e che proprio a proposito delle nuove regole ai Mondiali aveva trovato l’encomio di tutti gli addetti ai lavori. La misura di cui stiamo parlando, inoltre, è stata concordata da Federcalcio inglese, Premier League, English Football League, National League e Women’s Super League, a conferma della volontà di intervenire a tutti i livelli del calcio britannico. Un fronte comune contro le perdite di tempo che, se funzionerà, potrebbe fare scuola anche altrove.







































