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·1 settembre 2026

Premier senza sponsor di gioco sul fronte maglia: i conti dei club e il confronto con l'Italia

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Dalla stagione 2026/27 i club di Premier League non possono più esporre operatori di scommesse o casinò online come sponsor principale sul fronte delle maglie da gara. Il divieto, tuttavia, non determina l’uscita del settore del gioco dal massimo campionato inglese: i marchi possono continuare a comparire sulle maniche, sui kit di allenamento, sulla cartellonistica negli stadi e attraverso altre forme di partnership commerciale.

Quando la misura fu approvata, nell’aprile 2023, erano otto le società che mostravano un operatore di gioco sul petto. Nell’ultima stagione prima dell’entrata in vigore del divieto, la 2025/26, il numero era salito a undici club su venti. Il cambio di scenario impone ora soprattutto alle società esterne alla cerchia delle Big Six di trovare partner in grado di garantire valori economici paragonabili a quelli offerti dal settore del betting.


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Il divieto della Premier League sugli sponsor di scommesse e casinò online

Il provvedimento nasce da un’intesa approvata dai club nell’aprile 2023, al termine del confronto con il Department for Culture, Media and Sport (DCMS). Secondo Sky Sports, la proposta ottenne diciotto voti favorevoli e due astensioni.

La Premier League divenne così il primo campionato professionistico britannico ad adottare volontariamente una misura di questo tipo, come sottolineato nel comunicato ufficiale della Premier League. Ai club furono concesse tre stagioni di transizione, fino alla conclusione del 2025/26, per portare a termine gli accordi esistenti e riorganizzare la propria offerta commerciale.

Il perimetro del divieto resta però circoscritto al fronte delle maglie utilizzate nelle partite. Gli operatori possono quindi continuare a investire in altri spazi, comprese le maniche delle divise, i kit da allenamento, la cartellonistica led e le partnership che attribuiscono la qualifica di official betting partner.

Al momento dell’approvazione della misura, gli otto contratti in essere valevano complessivamente circa 60 milioni di sterline a stagione. Ad aprile 2026, un dirigente citato dal Guardian aveva stimato per la Premier League una possibile perdita fino a 80 milioni di sterline, pari a circa 91 milioni di euro.

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