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·7 aprile 2026

Premier, stop agli sponsor da scommesse: 90 milioni in meno di ricavi per i club

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Nove club della Premier League non sono ancora riusciti a garantirsi accordi commerciali per quanto riguarda il main sponsor in vista della prossima stagione, facendo crescere i timori che alcune squadre possano iniziare il campionato senza lo sponsor principale sulla divisa da gioco. Lo riporta il quotidiano inglese The Guardian.

Il divieto di pubblicità sulle maglie da parte delle società di scommesse – che entrerà in vigore dalla stagione 2026/27 dopo un periodo transitorio di tre anni per portare a termine i contratti esistenti – sta avendo un impatto significativo sui ricavi commerciali di tutti i club, ad eccezione di quelli di prima fascia, i cosiddetti “Big Six”.


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Un dirigente di un club ha dichiarato al The Guardian che la perdita complessiva di entrate dagli accordi di sponsorizzazione sulle maglie potrebbe arrivare fino a 80 milioni di sterline (91 milioni di euro, al cambio attuale, ndr) nella prossima stagione. Gli operatori di gioco d’azzardo, in particolare quelli rivolti ai mercati asiatici, per diversi anni sono stati disposti a pagare molto più di altre aziende per sponsorizzare i club della Premier League e ottenere così visibilità globale del marchio.

Dopo una consultazione con il governo, la Premier League ha accettato tre anni fa di introdurre un divieto volontario, rinviato fino all’inizio della prossima stagione per dare tempo ai club di trovare nuovi sponsor. L’uscita delle società di scommesse dal mercato ha però generato una forte competizione tra i club per accordi a cifre più basse. Dei dieci club della massima serie con sponsor legati al gioco d’azzardo in questa stagione, solo il Bournemouth ha annunciato un sostituto: lo sponsor dello stadio del club, Vitality, passerà sulla maglia con un accordo al ribasso, una soluzione che potrebbe essere replicata altrove.

Tra le società, il Brentford è vicino ad annunciare che l’attuale sponsor del kit di allenamento, il sito di ricerca lavoro Indeed, comparirà sulla maglia dalla prossima stagione. Entrambi i club avrebbero accettato riduzioni significative rispetto agli accordi esistenti con bj88 e Hollywood Bets: i nuovi contratti varrebbero tra 4 e 5 milioni di sterline l’anno, un calo che riflette lo stato del mercato.

Everton Fulham sembrano invece pronti a invertire questa tendenza: sono infatti in trattative avanzate con il trader di valuta estera CMC Markets per accordi che vedrebbero la società sponsorizzare entrambi i club. I contratti porterebbero un modesto aumento rispetto agli accordi attuali con Stake e SBOBet. Gli altri sette club con sponsor legati al gioco d’azzardo restano invece ancora alla ricerca di partner.

Anche Chelsea Newcastle stanno cercando nuovi sponsor, poiché gli accordi esistenti con IFS e Sela scadranno in estate. Il Chelsea ha iniziato ciascuna delle ultime tre stagioni senza sponsor sulla maglia, firmando poi accordi a breve termine nel corso dell’annata, una strategia che è costata al club decine di milioni di sterline di ricavi.

L’uscita delle società di scommesse dal mercato ha inoltre accentuato quello che era già un grande divario tra i Big Six e il resto della Premier League per quanto riguarda gli sponsor che riescono ad attrarre. Arsenal, Liverpool, Manchester City e Manchester United hanno accordi a lungo termine rispettivamente con Emirates, Standard Chartered, Etihad Airways e Snapdragon, del valore compreso tra 50 e 60 milioni di sterline all’anno. L’accordo da 40 milioni di sterline annui del Tottenham con la compagnia assicurativa AIA scadrà invece alla fine della prossima stagione.

Everton e West Ham hanno scelto di spostare gli attuali sponsor di maglia, Stake e BoyleSports, sulle maniche delle divise dalla prossima stagione, poiché gli accordi sulle maniche con società di scommesse non sono vietati.

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