Calcionews24
·1 marzo 2026
Prestianni Vinicius, Mourinho interviene con decisione: «Se dimostrate che il mio giocatore non ha rispettato questi principi, la sua carriera con me e col Benfica finisce!»

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·1 marzo 2026

Il presunto caso di razzismo scoppiato durante l’attesissima sfida di Champions League tra Benfica e Real Madrid continua a far discutere il mondo del calcio. Al centro del ciclone mediatico c’è il teso scontro verbale avvenuto sul terreno di gioco tra Vinicius Júnior e Gianluca Prestianni.
A prendere la parola per fare chiarezza sulla delicata vicenda è stato José Mourinho, attuale guida tecnica del Benfica. In conferenza stampa, lo Special One ha delineato la sua netta posizione.
Mourinho ha criticato apertamente la decisione dell’organo di governo del calcio europeo di sospendere preventivamente il talento argentino senza un verdetto definitivo. “Purtroppo la UEFA, pur di tenere il giocatore lontano dal campo, ha preferito appellarsi all’articolo 416328, scegliendo di non entrare nei ‘se'”, ha tuonato l’allenatore. “Io, invece, metto sempre la presunzione di innocenza e metto sempre un ‘se’ davanti a tutto”.
Nonostante la difesa procedurale, il tecnico lusitano è stato categorico sulle eventuali conseguenze. Invitando tutti a rileggere la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e ripudiando ogni forma di pregiudizio, ha lanciato un avvertimento inequivocabile al suo tesserato: “Se dimostrate che il mio giocatore non ha rispettato questi principi, che sono i miei e quelli del Benfica, la sua carriera con me e con questo club finisce. Se è effettivamente colpevole, non lo guarderò più con gli stessi occhi e per me sarà finita. Ma, ripeto, devo mettere in conto molti ‘se'”.
In chiusura, Mourinho ha voluto smorzare le tensioni a bordo campo con Álvaro Arbeloa.
“Amo Álvaro e continuerò ad amarlo, ma credo di aver preso la posizione giusta”, ha spiegato il tecnico del Benfica. L’allenatore ha chiarito come Arbeloa avesse preferito mantenere una posizione neutrale, rifiutandosi metaforicamente di indossare “né la maglia bianca del Real né quella rossa del Benfica” di fronte a un’accusa che avrebbe potuto rivelarsi estremamente grave.


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