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Marco Alessandri·23 aprile 2026
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Marco Alessandri·23 aprile 2026
Edoardo Motta si prende la Lazio. Il giovane portiere biancoceleste, arrivato a gennaio per fare da secondo a Provedel dopo la partenza in Premier di Mandas, ha tutto per essere definito un predestinato.
Nell'idea della Lazio c'era di far crescere l'ex Reggiana all'ombra di Provedel, ma a causa dell'infortunio del numero 94, il 21enne si è trovato praticamente da subito a dover scendere in campo ogni settimana.
Quello che poteva sembrare un azzardo, però, rischia di trasformarsi nella grande fortuna della Lazio di questa stagione e i numeri lo confermano: appena 3 gol subiti in 6 partite in Serie A, con 3 clean sheet e un rigore parato, quello a Bologna a Orsolini. Tutto ciò prima dell'exploit di ieri, a Bergamo.
Non una partita facile per Motta, che per dirla tutta era sembrato un po' incerto nei 90', soprattutto con la palla tra i piedi e nell'occasione del gol - poi per sua fortuna annullato - di Ederson.
Poi, al 90'+6, la super parata sul colpo di testa di Scamacca, che ha portato la partita ai supplementari. Un intervento difficilissimo, perché in contro-tempo, in un momento decisivo della semifinale.
Si arriva così ai calci di rigore e ai miracoli di Motta, che dopo il primo segnato da Raspadori, 'azzecca' tutti gli angoli, andando a respingere i successivi quattro tentativi dei bergamaschi. Un'impresa che era riuscita solamente in un'altra occasione, ad Adrian Semper, sempre in Coppa Italia in Pisa Cesena. Un vero e proprio one-man show, che ha lasciato incredulo il pubblico del Gewiss Stadium, ma anche chi stava guardando il match da casa.
Più belle anche dei miracoli in serie, però, sono state le lacrime del classe 2005, che a fine partita, ai microfoni di Mediaset, non è riuscito a trattenere la propria emozione.
"Queste lacrime le dedico a tutti, a chiunque mi conosca, ai tifosi... Grazie - il commento di Motta -. Finale? Speriamo di vincere prima dei rigori".
Un momento toccante, perché fa trasparire tutta la genuinità di un ragazzo semplice, apparentemente così lontano dal calcio moderno. Il miglior augurio che gli si possa fare, quindi, è di restare sempre così.
Bellissimo, poi, l'accoglienza dei tifosi della Lazio, al rientro nella capitale in tarda notte. Abbracci per tutti, ma come ovvio che sia il grande protagonista è sempre il classe 2005, portato in trionfo anche qui, dopo che già era accaduto sul prato del Gewiss.
Di strada Motta ne farà molta, il talento c'è. Intanto, a soli 21 anni, il 13 maggio giocherà da titolare la finale di Coppa Italia contro l'Inter. Mica male come prima stagione in Serie A.
📸 Marco Rosi - SS Lazio - 2026 Getty Images









































