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·1 luglio 2026

Primo round a Gasperini

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Gasperini ha chiesto ai Friedkin di tenere tutti i big se possibile e i Friedkin hanno deciso di accontentarlo respingendo le offerte.

Corriere dello Sport (G.Marota) – Alla fine ha vinto Gasp. Gli americani, decisionisti per antonomasia, hanno accettato le sue condizioni per la terza volta in pochi mesi. Dopo essersi schierati con Gian Piero rinunciando all’esperienza e alla fedeltà di Claudio Ranieri una volta appurato che la convivenza tra i due fosse impossibile, e dopo aver assecondato pure la sua indicazione di non smantellare con scelte drastiche il gruppo, la cosiddetta banda del sesto posto poi arrivata terza, Friedkin ha di nuovo sposato la linea Gasp. In una delle riunioni con Ryan avvenute nell’ultima settimana di maggio, il tecnico aveva chiesto al vicepresidente e tenutario del club di resistere il più possibile alla tentazione di cedere un big per sistemare il bilancio.


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Lo zoccolo duro di Gasperini

Il 30 giugno è passato e la Roma potrebbe anche sfruttare lo slittamento Uefa di un mese (30 luglio) per completare le plusvalenze ma la prima tappa l’ha vinta Gasp. Quello «zoccolo duro» del quale ha sempre parlato apertamente, fin qui lo ha preservato. È un’ossatura che parte dai pali e arriva fino in attacco: Svilar, Mancini, N’Dicka, Koné, Pisilli, Soulé, Malen. Per uno o per l’altro, col passare dei giorni, persino nell’accavallamento tra i due ds (Massara e D’Amico), la Roma ha respinto proposte e sondaggi, fissando asticelle alte per chiunque. I saldi, a Trigoria, non sono mai cominciati e non inizieranno certamente ora.

«Restiamo tutti», si sono promessi i calciatori dopo il successo di Verona. Anche Dybala, Pellegrini e Celik, quelli con il contratto scaduto ieri ma prossimo in tutti e tre i casi al rinnovo, si sono uniti al fioretto. Squadra e staff tecnico sono un corpo unico e insieme ritengono che la qualificazione in Champions sia solo il primo passo verso qualcosa di decisamente più grande. Gasperini è venuto a Roma per vincere lo scudetto. Si è dato tre anni di tempo per provarci e tra poco comincia il secondo.

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