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·2 aprile 2025

Processo Maradona: il cuore era anormalmente ingrossato, nessuna traccia di alcol o droghe

Immagine dell'articolo:Processo Maradona: il cuore era anormalmente ingrossato, nessuna traccia di alcol o droghe

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Le ultime rivelazioni sul caso della morte del Pibe de Oro

Prosegue in Argentina il processo sulla morte di Diego Armando Maradona, scomparso il 25 novembre 2020 all’età di 60 anni. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, gli esperti forensi che hanno eseguito l’autopsia hanno confermato che il cuore dell’ex campione era insolitamente grande, con un peso di 503 grammi, ben oltre la media compresa tra 250 e 300 grammi. Inoltre, Maradona soffriva di cirrosi epatica e non presentava tracce di alcol o droghe nel suo organismo al momento del decesso.

Le dichiarazioni dei periti

Durante il processo che vede imputati sette operatori sanitari con l’accusa di omicidio colposo, l’esperto forense Alejandro Ezequiel Vega ha testimoniato in tribunale, spiegando che Maradona soffriva di una ischemia cronica, ovvero una riduzione del flusso sanguigno e dell’ossigenazione del cuore. L’autopsia ha stabilito che la causa del decesso è stata un edema polmonare acuto derivato da insufficienza cardiaca congestizia.

Le accuse contro lo staff medico

Maradona è deceduto in una casa alla periferia di Buenos Aires, pochi giorni dopo un intervento chirurgico per la rimozione di un ematoma cerebrale. L’accusa sostiene che i sette professionisti sotto processo – tra cui un neurochirurgo, uno psichiatra, uno psicologo, medici e infermieri – non abbiano garantito cure adeguate, circostanza che potrebbe aver contribuito in modo significativo alla sua morte.

Il processo continua, mentre il mondo attende di conoscere il verdetto su una vicenda che ha scosso l’intero panorama calcistico e non solo.

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