Calcio e Finanza
·5 giugno 2026
Progetto Flaminio, Lotito: «La Lazio chiede regole e interlocutori certi»

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·5 giugno 2026

Alla terza edizione del Festival della Serie A che si sta tenendo a Parma è intervenuto anche il patron e presidente della Lazio, Claudio Lotito. Dal palco nel corso del panel, in partnership con Banca Ifis, “Il futuro degli stadi italiani” il numero uno biancoceleste ha voluto leggere direttamente dai suoi appunti, preparati per l’occasione, allo scopo «di non essere frainteso».
«Mi trovo in imbarazzo perché sono senatore e proprietario di un club di Serie A – ha esordito il senatore di Forza Italia –. In Italia siamo fatti per complicarci la vita. Quando parliamo di stadi parliamo di infrastrutture e di sostenibilità. Gli stadi rappresentano uno degli elementi fondamentali per capire se un sistema è competitivo e sostenibile, lo dico da presidente di un club. Il ritardo accumulato è eccessivo, mentre in altre realtà europee gli stadi sono asset multifunziunali».
Sul progetto di ristrutturazione del Flaminio, che Lotito vuole far diventare la prossima casa della Lazio: «Il progetto Flaminio rappresenta un caso emblematico, si tratta di un recupero di una cosa iconica della città di Roma. L’obiettivo è restituire un patrimonio alla società, capace di generale valore per il quartiere, la città e il sistema. Il problema è rappresentato dalla complessità procedurale e dai tempi amministrativi. La Lazio chiede regole certe e interlocutori certi, perché chi investe centinaia di milioni deve poter programmare in un quadro regolatorio certo. L’incertezza e i tempi sono il principale fattore di rischio. Quindi serve sviluppare un quadro normativo che offra migliori garanzie. La mia esperienza mi consente di osservare il tema da una duplice prospettiva (senatore e proprietario)».
«EURO 2032 rappresenta un’occasione straordinaria per una rivoluzione infrastrutturale e una crescita economica. Rappresenta una scadenza ma soprattutto una responsabilità, il tempo dell’analisi è terminata ed è tempo delle decisioni. Il futuro del calcio passa dal futuro delle sue infrastrutture, gli stadi devono diventare poli di innovazione e aggregazione. Quello che serve è un sistema in grado di trasformare le idee in opere e le opere in sviluppo».
Infine, Lotito ha voluto lasciare con una riflessione: «Mi dovete spiegare perché se una persona ricopre un ruolo istituzionale riesce a ottenere qualcosa, altrimenti no. A livello burocratico abbiamo centuplicato i centri di potere, che devono dare un parere. Prima c’erano i problemi di abuso d’ufficio, ora il rischio è di fare pagare agli eredi i problemi sollevati dalla Corte dei Conti, i danni erariali. Queste cose creano alle persone gli alibi per evitare di intervenire e di muoversi».







































