Calcio e Finanza
·28 maggio 2026
Proposte e riflessioni su stadi, diritti tv e fiscalità: Simonelli, Lubrano, Sciaudone e Urraro tra sport e finanza nel convegno di GA Alliance

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·28 maggio 2026

Si è tenuto a Milano, nella sede dello studio legale GA Alliance, il convegno “Sport e Finanza: Trasparenza, governance e asset infrastrutturali nell’industria dello sport”. Un appuntamento promosso e organizzato dagli Avvocati Enrico Lubrano (Of Counsel, GA Alliance), Francesco Sciaudone (managing partner, GA Alliance), Ezio Maria Simonelli (Of Counsel, GA Alliance e presidente della Lega Calcio Serie A) e Francesco Urraro (Of Counsel, GA Alliance; Vice Presidente del Consiglio di Presidenza del Consiglio di Stato), padroni di casa e relatori dell’evento, moderato dal direttore di Calcio e Finanza Luciano Mondellini.
L’occasione è stata utile per offrire agli addetti ai lavori un’analisi tecnica e strategica sui nuovi scenari del settore, partendo dall’impatto dei controlli esterni — come la Commissione Indipendente statale e i vincoli UEFA sul Salary Cap — fino alla gestione virtuosa di asset complessi come i diritti TV, gli stadi e le plusvalenze. In questo contesto, la finanza sportiva e il corretto accesso al credito diventano leve fondamentali per colmare il gap infrastrutturale e realizzare impianti moderni, capaci di generare valore nel tempo.
Tra gli interventi della giornata, in apertura quello di Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A e Of Counsel di GA Alliance. «Il tema finanziario riguarda molto la Lega Serie A, come sapete. La maggioranza dei nostri club è costituita da investitori stranieri. Molti di questi sono investitori professionali; alcuni sono investitori per passione, come anche noi, ma molti altri sono fondi di private equity o comunque istituzioni che decidono di comprare un prodotto che resta in mani italiane e che potrebbe dare molto sotto tutti i profili», ha spiegato Simonelli.
Sul tavolo, il rilancio del mondo del pallone in Italia: «Abbiamo una serie di idee che secondo me possono servire a rilanciare il calcio giovanile italiano, partendo veramente dal basso e studiando il motivo per cui il calcio non è più così florido. Mi sono reso conto che quando abbiamo vinto i Mondiali del 2006 avevamo circa 400 giocatori selezionabili per la Nazionale, mentre oggi ne abbiamo 190. Partiamo quindi con il 50% di giocatori in meno».
«Poi, guardando l’età e approfondendo alcuni dati sui più piccoli, mi sono reso conto che in Sicilia, con 4,7 milioni di abitanti, c’è un unico calciatore che milita in una delle cinque principali categorie. In Calabria, con 1,8 milioni di abitanti, c’è un unico calciatore che milita nei cinque principali campionati, cioè Serie A, Liga, Bundesliga, Ligue 1 francese e Premier League. Mi chiedo: è possibile che il 10-12% della popolazione italiana produca solo l’1% dei calciatori? Non ci sono, anche solo per fare una media, nove calciatori in Sicilia e Calabria che potrebbero essere dei fuoriclasse e che nessuno è andato a scovare?», è la questione posta da Simonelli.
«Ci sono quindi tante cose da fare. Oggi non è proprio l’oggetto del convegno, che riguarda più la parte finanziaria e regolatoria, però volevo portare questo messaggio: finché non rilanceremo il calcio italiano, sarà difficile rilanciare anche la finanza del sistema», ha concluso.







































