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·7 agosto 2026
PSB – Scouting e mercato della “nuova” Sampdoria: il dato unicamente come strumento, il punto di partenza è stato un altro. L’approfondimento

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Procede spedito il processo di ricostruzione della Sampdoria. Reduce da annate complicati, il sodalizio blucerchiato ha implementato quella che è possibile definire una disruptive innovation interna: un cambiamento radicale, nelle persone e nella metodologia.
La nuova struttura dirigenziale, che vede in Jesper Fredberg, CEO Area Sport, la figura apicale, come noto sta poggiando la propria quotidianità sul Direttore Sportivo Americo Branco e sul Capo Scouting José Coelho.

Tom Goyvaerts/Belga / IPA
Entrambi molto giovani, Branco e Coelho sono stati inizialmente accompagnati da una forma di curiosità inevitabilmente timorosa, data la voglia – e la necessità – della piazza di poter tornare a sorridere. Altrettanto chiara era la volontà di tutti gli stakeholders (tifosi, stampa, addetti ai lavori, interessati lato sensu) di conoscere che solco i due – assieme a Fredberg – avrebbero tracciato, ed è ora possibile approfondire tale tema.
Le poche luci accese dai superficiali tentativi di analizzare i metodi di lavoro del duo portoghese, hanno rapidamente asciugato il tutto al focus sui dati da utilizzare nella ricerca dei giocatori. Questo passaggio, da sottolineare con vigoria, è cruciale: parliamo di una mezza verità.
Il primo punto del lavoro di Branco e Coelho è stato di genesi opposta, dato che la partenza è stata contrassegnata dall’analisi del contesto. I due hanno studiato le ultime annate della Sampdoria, le operazioni di mercato fatte, i rapporti tra aspettative e rendimenti, per comprendere le condizioni utili per poter incidere in un club dall’impatto così importante. Il tutto mosso da un principio incastonato nei propri uffici: la Samp deve tornare a vincere, e per farlo servono giocatori con conoscenze e mentalità strutturate per tale obiettivo, al di là di qualsiasi declinazione di talento. Un indirizzo, questo, implementato anche prima che arrivasse l’ufficialità delle rispettive nomine.
Fatto ciò, e passate in rassegna le necessità tecniche, si è passati alla parte eminentemente operativa: la ricerca dei calciatori. Qui arriva la mescolanza tra dati, occhio e bagaglio personale. La ricerca dei calciatori, in casa Sampdoria, avviene ora su un doppio binario. Il primo è costruito sull’esperienza: sia Branco che Coelho analizzano tantissime partite, italiane e non, motivo per il quale è intuibile come ci sia la possibilità di attingere dai rispettivi ricordi, recenti o meno che essi siano.
In aggiunta a ciò, subentra l’ausilio dei dati e della tecnologia, che sono però sempre ed esclusivamente pensati come strumento, mai come sostituzione: nello staff degli uomini di mercato del Doria, è presente un team di collaboratori che, a seguito di riunioni ampiamente collegiali sulle necessità della squadra, attiva un’opera di “filtraggio”, raccogliendo – tramite per l’appunto i dati – delle liste di calciatori potenzialmente adatti.
Tali profili vengono poi visti, valutati nelle caratteristiche tecniche, tattiche e nell’atteggiamento in campo, per poi eventualmente valutare un approfondimento ad personam nei casi di maggiore interesse.
I dati (con i passaggi logici che li portano a diventare algoritmo) sono uno strumento, rappresentano dunque un primo step per scandagliare nella maniera migliore il mercato, prima di vagliare la conoscenza del calciatore che si va a scegliere.
Un lavoro, quello portato avanti in queste settimane, che ha già complessivamente agganciato centinaia – non è un eufemismo né un’iperbole – di calciatori. I collaboratori forniscono quotidianamente dei nuovi profili, così da non rallentare le valutazioni da parte di Coelho, Branco e Fredberg (colui che, sin da subito, ha dettato la linea dopo aver raccolto i bisogni di mister Corradi).

Americo Branco - U.S. Sampdoria
Le mansioni non si esauriscono a raccolta e analisi: i profili individuati vengono monitorati costantemente, perché un calciatore stuzzicante, ma non ritenuto cedibile dal club proprietario del cartellino, potrebbe cambiare “status” (o viceversa), motivo per il quale il database vive con l’asterisco accanto, perché è un flusso di momento da diluire e non congelare.
Non bastano, dunque, i numeri, né il bigliettino da visita può unicamente essere l’elenco dei più disparati indici e delle più variegate statistiche. I dati – come strumento, è bene ribadirlo – aiutano la Sampdoria a intercettare giocatori adatti in un primo incrocio tra necessità e possibilità, ma dopo il processo diventa totalmente umano (la prova a ciò, tra l’altro, arriva dai calciatori acquistati: Branco ha incrociato tante volte Lauritsen in Eredivisie, Insigne non ha bisogno di presentazioni, Ravanelli ha all’attivo duecento partite in Serie B, e così via), ricordando – tra l’altro – la componente umana, valoriale e storica da valorizzare.
Importante aggiornamento riguarderà la capillarità delle persone che comporranno il gruppo scouting coordinato da Coelho: da settembre partirà una ristrutturazione che porterà il Doria a mappare nella sua totalità Serie A, Serie B, Serie C e Campionato Primavera. Dopo aver posto il focus iniziale sul breve termine, sarà passo dopo passo ampliato il numero di persone coinvolte e l’insediamento fisico in giro per l’Italia.
Il fine di quest’approfondimento – così da dribblare le osservazioni superficiali, per accogliere unicamente quelle costruttive – non è stato l’elogio della struttura sportiva doriana, ma ha puntato un fine più alto e profondo: far capire come la “nuova” Sampdoria non si stia muovendo su una base farinosa e disconnessa dal contesto. Il gruppo di lavoro, con le proprie idee e principi operativi, è umanamente e professionalmente coinvolto. Il giudice, come sempre, sarà il rettangolo verde, ma era meritato un nuovo abito da consegnare alle premesse.
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