Psg, Hakimi rinviato a giudizio per stupro: il terzino respinge con fermezza ogni accusa. Cos’era successo 3 anni fa | OneFootball

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·24 febbraio 2026

Psg, Hakimi rinviato a giudizio per stupro: il terzino respinge con fermezza ogni accusa. Cos’era successo 3 anni fa

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Psg, Hakimi rinviato a giudizio per stupro: il terzino respinge con fermezza ogni accusa. Cos’era successo 3 anni fa? La ricostruzione sulla vicenda

La notizia pesantissima è arrivata proprio a poche ore dal decisivo ritorno dei playoff di Champions League, in programma stasera al Parco dei Principi, tra Psg e Monaco. In campo ci sarà regolarmente anche Achraf Hakimi, che però dovrà rispondere in tribunale della grave accusa di stupro mossa da una donna, per un incontro avvenuto nel mese di febbraio 2023. Il tesserato ha anticipato la situazione attraverso i propri social, contestando in modo molto netto e deciso ogni singola imputazione mossa nei suoi confronti.

Tutta la delicata vicenda legale risale dunque a 3 anni fa, quando Hakimi invitò presso la propria abitazione una ragazza contattata tramite social network. Secondo la ricostruzione fornita alle autorità dall’allora ventiquattrenne, il calciatore l’avrebbe forzata fisicamente a baciarlo sulla bocca e successivamente le avrebbe messo le mani addosso, toccando anche le sue parti intime.


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Hakimi smentisce categoricamente ogni abuso e, al contrario, evoca un chiaro tentativo di racket. A riportare questa spinosa situazione giudiziaria è il quotidiano La Gazzetta dello Sport. L’atleta ha voluto chiarire pubblicamente la sua posizione.

DIFESA SOCIAL«Oggi un’accusa di stupro basta per giustificare un processo anche se la contesto e tutto dimostra che è falsa. È ingiusto sia per gli innocenti che per le vittime sincere. Ma aspetto con calma il processo che permetterà di far emergere pubblicamente la verità»

Per supportare con forza l’assoluta innocenza del suo assistito è intervenuta formalmente anche Fanny Colin, l’avvocata difensore.

VERSIONE AVVOCATO«Il processo si ripone sulla sola versione di una donna che ha ostacolato le indagini, rifiutando esami medici e ricerca di Dna, rifiutando di fornire il nome di un testimone chiave, opponendosi all’analisi del cellulare e cercando di dissimulare alle autorità dei messaggi dove con un’amica pianificava di spennare Hakimi».

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