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·28 settembre 2026

PSG: perché non deve puntare su JJ Gabriel del Manchester United

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JJ Gabriel è annunciato in partenza dall’accademia di Manchester. Le grandi potenze del calcio si contendono questo giovane crack e il PSG potrebbe inserirsi nella corsa, snaturando potenzialmente la politica adottata negli ultimi anni.

Piede destro, piede sinistro, velocità, tecnica, tiro. Il giovane mancuniano di 15 anni ha tutto. Mentre fa impazzire le difese nelle categorie giovanili, l’entourage del giocatore ha aperto alla possibilità di una prossima partenza del ragazzo nato nel 2010. Tutte le grandi squadre del Vecchio Continente se lo contendono e il PSG potrebbe entrare in scena. Se dal punto di vista sportivo ciò sembra un affare d’oro, i retroscena appaiono un po’ più complicati e l’ingaggio del giovane potrebbe rivelarsi una falsa buona idea per il club franciliano. Analisi.


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Un giocatore dal carattere forte

Il nuovo PSG sembra essersi liberato dei suoi demoni. Finita la politica dell’accumulo di stelle: ora il club viene prima di tutto. Questo lavoro di lungo periodo ha richiesto moltissimo tempo per essere costruito dalla dirigenza parigina, che ormai applica questo modello a tutte le sue categorie. Vincitore di una Coppa Gambardella che gli sfuggiva dall’inizio degli anni ’90, il settore giovanile del PSG non è mai stato in salute come negli ultimi tempi; i titis sanno che solo la resilienza li porterà ad alti livelli. Il club non ha esitato a separarsi da Ibrahim Mbaye, il cui comportamento non si adattava più necessariamente a Luis Enrique. Non è affatto certo che il giovane mancuniano, dalle molte pretese, si adatti a un funzionamento del genere, lui che gode già di uno status diverso con i Red Devils.

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Ciò che non ha funzionato in passato

In passato al club sono già stati “soffiati” giovani talenti estremamente promettenti. Kays Ruiz, al termine di un trasferimento dubbio e all’epoca molto contestato, è stato uno dei primi. Se il giovane parigino passato dalla Masia non aveva nulla da invidiare a nessuno palla al piede, la sua mentalità non gli ha permesso di affermarsi ad alti livelli. Anche Xavi Simons, che sta avendo una buona carriera ma non si è imposto nel club, potrebbe essere un esempio. Il due volte campione d’Europa non vuole inoltre più “parassiti” né entourage invadenti al Campus, probabilmente reso prudente da situazioni come quella di Tanguy Nianzou, che all’epoca scelse di lasciare il club a parametro zero per unirsi al Bayern Monaco, pur avendo la fiducia di Thomas Tuchel ad appena 18 anni.

In sintesi, il club è cresciuto non solo sul piano sportivo ma anche su quello istituzionale, al punto da trovarsi ormai in una posizione di forza in casi del genere. Vista la politica portata avanti dal duo Campos-Enrique, non c’è dubbio che, se il giovane inglese dovesse arrivare nella capitale, verrebbe definito in anticipo un quadro estremamente chiaro.

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Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.

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