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·11 maggio 2026
Quattro anni di errori per il Milan: Furlani colpevole principale del fallimento rossonero – VIDEO di Alberto Petrosilli

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Il Milan attraversa uno dei periodi più turbolenti della sua storia recente. Dopo quattro stagioni caratterizzate da promesse, contraddizioni e evidenti passi indietro, il banco degli imputati vede un unico grande protagonista: Giorgio Furlani. L’amministratore delegato rossonero è oggi il volto di una gestione accusata di aver allontanato il club dalla propria identità, destabilizzando l’ambiente proprio nel momento in cui servirebbe massima coesione.
Gli errori che hanno segnato il percorso del Milan post-Scudetto 2022 non sembrano più frutto del caso. La transizione da un club vincente a una società perennemente attraversata da tensioni interne è stata rapida e dolorosa. Furlani ha imposto una linea manageriale che molti ritengono distante dalla tradizione milanista, privilegiando logiche di controllo economico a scapito di un progetto tecnico solido.
Il risultato è una squadra che appare priva di continuità, costretta ogni anno a ripartire da zero senza una direzione chiara. La solidità necessaria per competere ai massimi livelli è stata sostituita da una fragilità strutturale che mina le prospettive future.
L’esempio più eclatante di questa confusione gestionale è emerso durante la volata per la Champions League. Mentre la squadra si giocava un obiettivo vitale, sono filtrate indiscrezioni logoranti relative a possibili ribaltoni dirigenziali e tecnici, con le voci su Massimiliano Allegri e Igli Tare ormai lontani dal progetto rossonero. Un club forte protegge i propri tesserati nei momenti delicati; al contrario, il Milan ha alimentato dubbi e pressioni, dimostrando l’incapacità di fare quadrato attorno ai propri uomini.
In questo scenario, diventano di stretta attualità le critiche mosse da Paolo Maldini al momento del suo addio. L’ex direttore tecnico aveva denunciato la mancanza di rispetto verso la storia e le figure simboliche del club, una tesi che oggi appare come una profezia realizzata.
Maldini sembrava aver compreso in anticipo che il Milan stava smarrendo la propria percezione globale, trasformandosi in un’entità orientata quasi esclusivamente alla gestione finanziaria. Le continue rivoluzioni e una comunicazione spesso dannosa suggeriscono l’immagine di una società che lavora contro sé stessa. Al centro di questo clima, la figura di Giorgio Furlani resta la più discussa: dopo quattro anni, il progetto rossonero non è cresciuto, ma si è drammaticamente complicato.




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