The Peoples Person
·13 settembre 2026
Quattro lezioni: lo United allo sbando surclassato dal City in 10

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Old Trafford ha ospitato domenica sera il 199° derby di Manchester, con il Manchester United che ha accolto i rivali cittadini del Manchester City.
I Cityzens hanno iniziato alla perfezione con tre vittorie in tre partite di campionato. Per quanto restino imprevedibili sotto Enzo Maresca, questa si preannunciava una prova severa per Michael Carrick e la sua squadra.
Per quanto difficile si pensasse che sarebbe stata, tra i fedelissimi di Old Trafford c’era la speranza che potesse essere il loro giorno.
Sull’onda del 4-0 in Champions League contro il Sabah FK, il derby offriva ai Red Devils l’occasione perfetta per rimettere in carreggiata la loro campagna in campionato, battendo a sorpresa il City dopo il frustrante 2-2 con l’Everton dello scorso weekend.
Purtroppo non ci sono riusciti, incassando una frustrante sconfitta per 1-0 contro un City rimasto in dieci uomini, con Erling Haaland autore dell’unico gol.
C’erano molti spunti da trarre da questa partita; ecco cosa abbiamo imparato:
Carrick ha perso un’occasione non schierando titolare Benjamin Sesko contro il City. Il suo gol da subentrato contro l’Everton, seguito da un altro contro il Sabah FK, avrebbero dovuto convincere Carrick a dargli una maglia da titolare nel derby.
Dopo aver impressionato da subentrato fin qui in stagione, Sesko meritava sicuramente la sua occasione dal primo minuto. Eppure Carrick continua a insistere con Matheus Cunha come falso nove, nonostante le proteste per l’inefficacia del brasiliano in quel ruolo.
Se lo United insiste nel giocare con un falso nove, Cunha chiaramente non è l’uomo giusto. Carrick potrebbe invece avanzare Bruno Fernandes per sovraccaricare il centrocampo, oppure dare fiducia a Joshua Zirkzee, entrato giovedì e capace di mostrare vera qualità.
In ogni caso, Sesko ora ha bisogno di un posto nell’undici titolare; l’attacco dello United ha disperatamente bisogno del punto di riferimento che lui garantisce.
Nel corso degli anni ai derby di Manchester raramente è mancato il fuoco agonistico. Eppure colpisce che, prima dell’espulsione di Phil Foden per aver reagito contro Fernandes, Marouane Fellaini fosse stato l’ultimo giocatore a essere espulso in questa sfida, il 27 aprile 2017 all’Etihad, in uno 0-0.
Lo United sembra pericoloso quando gioca con urgenza e innocuo quando non lo fa. In questa partita, la loro intensità senza palla è stata scarsa e hanno mosso il pallone troppo lentamente, soprattutto nel primo tempo.
Carrick deve fare in modo che questa squadra faccia girare la palla più velocemente, con passaggi più rapidi e movimenti migliori, per costringere gli avversari a perdere la loro forma difensiva.
Altrimenti, le difese compatte e ben organizzate delle squadre capaci di colpire lo United in contropiede resteranno il loro tallone d’Achille.
Cunha sta faticando a incidere come falso nove. Si abbassa troppo, intralcia i compagni e si allontana dalle zone in cui serve di più; è stato frustrante da guardare.
Carrick gli aveva trovato un ruolo sulla sinistra; è tempo di riportarlo lì, anche se ciò significa giocarsi il posto con Rashford.
Quanto alla difesa, molti si aspettavano che Patrick Dorgu di nuovo terzino sinistro fosse l’anello debole. Invece ha faticato Diogo Dalot; il nazionale portoghese ha sofferto in entrambe le fasi. Il gol di Erling Haaland lo ha evidenziato: né Dalot né Dorgu sono riusciti a intercettare il passaggio che ha spianato la strada al suo semplice tap-in.
Questo risultato dovrebbe imporre una riflessione a Old Trafford. Se Carrick saprà adottare tattiche che valorizzino al meglio questi giocatori, potrà ancora invertire la rotta e riportare lo United verso le posizioni di vertice per cui dovrebbe lottare.
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🏴 qui.







































