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·24 febbraio 2026

Rabbia Napoli per gli arbitri: De Laurentiis scrive a Gravina per i torti

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L’onda lunga della rabbia esplosa a Bergamo si è fatta sentire con forza anche in città. Napoli si è svegliata con il morale nero, pronta a fare quadrato attorno alla propria squadra: in questo 2026, la formazione di Antonio Conte ritiene di avere più di un conto aperto con la sorte. Numerosi episodi hanno lasciato l’amaro in bocca e la direzione di gara di Chiffi contro l’Atalanta ha fatto scattare i vertici del club.

Al termine del match contro i bergamaschi, la società ha deciso di esporsi mandando il direttore sportivo Giovanni Manna davanti a telecamere e cronisti. Il presidente Aurelio De Laurentiis continua invece a mantenere un profilo pubblico prudente, pur manifestando in privato tutto il proprio disappunto a chi di competenza.


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Come riporta La Gazzetta dello Sport, l’attualità racconta di un De Laurentiis particolarmente irritato, che avrebbe inviato un messaggio piuttosto duro al numero uno della FIGC Gabriele Gravina. Non per difendere il Napoli nello specifico, ma per sollecitare una soluzione rapida alla questione arbitrale. Le lamentele arrivano da tutte le società, il malcontento è diffuso e la posta in palio diventa enorme in questa fase decisiva della stagione: per chi lotta per la salvezza, per chi insegue l’Europa e per chi vuole tenere aperta la corsa al titolo. Per il patron azzurro si è creato un cortocircuito che rischia di condizionare il finale di campionato.

De Laurentiis da tempo spinge per una riforma complessiva del sistema calcio. Sul fronte arbitrale, il presidente del Napoli porta avanti da anni una proposta precisa: gli arbitri di Serie A dovrebbero dipendere dalla Lega e non dalla Federazione. Un concetto espresso pubblicamente in passato e tuttora attuale.

Il modello a cui guarda è quello inglese, per rendere gli arbitri dipendenti dai club e, se necessario, sanzionabili. Oggi un direttore di gara che sbaglia viene fermato, ma il danno per le società resta e può incidere anche sugli equilibri economici legati al raggiungimento degli obiettivi sportivi. Ora il Napoli alza la voce e chiede almeno uniformità di giudizio: quella che, secondo il club, è mancata proprio a Bergamo.

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