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·24 settembre 2026

Radiografia alla granota del Levante UD

Immagine dell'articolo:Radiografia alla granota del Levante UD

Autore: Jorge Hernández Madrid (@JORGEMADRIDhv)

Non scherzo affatto quando dico che la granota è una delle più grandi risorse spirituali ed economiche del Levante UD. La rana ha trovato un posto confortevole in uno stadio di calcio fatto da e per gli esseri umani. E dal suo senso di appartenenza: sono nati un soprannome, un logo, prodotti e maglie di merchandising e delle adorabili mascotte.


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Cranio: l’origine

Come molti di voi sapranno meglio di me, il Gimnástico FC giocava in quella che oggi è l’area dei Jardines del Turia. Solo che, negli anni Venti, quello non era un giardino, ma il letto stesso del fiume. Quel luogo si chiamava Stadium ed è stato la casa di uno dei padri del Levante dal 1923 al 1925. Solo due stagioni prima del trasferimento allo stadio dell’arco e delle palme: Vallejo.

- Lo Stadium, antico campo del Gimnástico FC (@Museo Virtual LUD) -

Non è difficile immaginare quanto fosse facile per le rane invadere il campo da calcio, in quel terreno umido e attaccato al fiume. Erano ben accolte da un pubblico semplice, aperto e abituato. Nel gracidio e nella compagnia dell’anfibio trovarono un aneddoto divertente che sarebbe diventato parte della loro essenza. Della loro personalità come massa sociale e come club.

Presto si formò il carattere di una gente che, facendo un paragone con l’universo dei profumi, non si frustrava nel tentativo di essere un impeccabile, universale e ammirevole Bleu de Chanel. A cui non dava fastidio emanare odore di alga come il Megamare di Orto Parisi. Che la gente arricciasse il naso e aggrottasse la fronte al loro passaggio. Che si chiedesse che diavolo si fossero messi addosso e perché gli piacesse profumare così. E che, infine, i più curiosi osassero provare lo stesso profumo. L’audacia di essere unici. È per questo che, anche se il trasloco lasciò indietro le rane, esse continuarono a vivere in spirito su quelle gradinate di Vallejo.

Colonna: la fusione e la sopravvivenza del simbolo

La Guerra Civile lasciò il Levante FC senza il suo campo di Camino Hondo del Grao, e il Gimnástico FC con uno stadio, ma praticamente senza squadra per giocarci. Davanti a tali sventure, l’unione fa la forza. Il 6 agosto 1939 nacque l’Unión Deportiva Levante-Gimnástico, quella che in seguito sarebbe diventata l’attuale Levante Unión Deportiva.

Nella fusione fu tutto un miscuglio di nomi, stemmi, colori e stadi. Ma presto qualcosa cominciò a dare uniformità a quella massa sociale disposta a sopravvivere attorno alla sua passione per il calcio: la granota, che li avrebbe ormai battezzati come un’unica tifoseria attorno a un solo club. Non era più la rana del Gimnástico né quella del vecchio Stadium valenciano che ormai non esisteva più. Era anche la rana adottata dal nuovo Levante e da una parte della sua rinnovata tifoseria.

Cuore: che cosa significa per il levantinismo

Il 2 giugno 1963, prima di un Levante contro Deportivo de La Coruña, a Vallejo e con il club che si giocava la sua prima promozione in Primera División, qualche genio ebbe l’idea di distribuire all’ingresso delle granote metalliche che, con un meccanismo a clic, imitavano il gracidio di una rana.

La partita sarà ricordata perché la promozione si completò con una vittoria per 2-1. Ma anche perché quel gracidio mostrò l’orgoglio di un intero popolo nel ricordare le proprie origini. Migliaia di persone a testa alta per stare lottando per entrare a far parte della nobiltà del calcio spagnolo. E con il merito che comportava farlo essendo semplicemente questo: granotas.

Qualcosa che quel giorno avrebbe spezzato maledizioni e derisioni, dimostrando che facevano parte di qualcosa di tanto enorme quanto intangibile. Il tifoso Toni Lastra non fu soltanto uno dei fortunati che fecero gracchiare l’aggeggio e si godettero un pomeriggio storico. Ebbe anche la delicatezza di conservarlo e il decoro di consegnarlo, quarant’anni dopo, all’area del patrimonio storico del Levante UD perché fosse esposto nel suo museo. Proprio come merita un simbolo che risponde alla definizione della parola: essere più rilevante per il suo significato che per il valore dei suoi materiali.

Estremità: il merchandising, le mascotte e altre campagne

Immagine dell'articolo:Radiografia alla granota del Levante UD

- Rappresentazione della rana negli anni ’90 (@MVL) -

I tempi cambiano e la granota non fa eccezione. Prima di metterla al lavoro come prodotto commerciale, la sua rappresentazione fisica era già opera di tifosi artigiani. E molte di quelle opere artistiche sono finite dimenticate e smarrite col passare degli anni. Ma una di esse sopravvive ancora e possiede una forza narrativa molto potente.

Si tratta di una semplice figura di legno che mostra l’ancora rappresentativa del Levante FC e della sua origine marittima, i colori blaugrana del Gimnástico FC che la nuova entità levantinista adottò e lo stesso stemma nato dalla fusione, come dimostrazione di questo contributo di David Romo al club. La granota è l’epicentro di tutta quella cultura che si mescolò per dare vita a un’unica identità sportiva.

Non la misero davvero al lavoro trasformandola in un prodotto commerciale fino all’inizio del secolo attuale quando, in coincidenza con gli eventi per il 90º anniversario del club, fu disegnato un personaggio a forma di rana. Fu il primo grande sfruttamento moderno del simbolo come mascotte del Levante UD.

In modo più ufficioso, nel 2005 il club incorporò una mascotte alle partite al Ciutat de Valencia. Enrique Victoria, celebre granota e attore valenciano, c’era sotto. Quella rana fu la predecessora delle attuali mascotte Blau e Grana, che apparvero nel 2016, come una delle conseguenze del rebranding che ringiovanì l’immagine del club.

Immagine dell'articolo:Radiografia alla granota del Levante UD

- La vecchia rana, a sinistra, e le mascotte Blau e Grana (@Levante UD) -

Le arcinote Blau i Grana sono un vero successo e aggiungono unicità all’esperienza allo stadio. Rappresentano valori come l’umiltà, il rispetto, il superamento di sé e l’integrazione. Tutte bandiere dell’istituzione levantinista.

- Rana digitale del Levante UD nel 2013 -

Più precisamente, fu nel 2013 che il club creò una nuova versione dell’anfibio, trasformandone l’aspetto in una rappresentazione più aggressiva e provocatoria, e meno simpatica e tradizionale. Da allora è finita dappertutto: uffici, autobus, divise, merchandising e vari supporti del club.

Frutto di quel rebranding, la granota è saltata anche nel terreno della pubblicità e del marketing. Ha ispirato magliette, prodotti per bambini, campagne digitali e ogni tipo di collezione in cui il suo carisma è stato protagonista.

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- Fondazione Levante UD -

Inoltre, le sue impronte sono l’elemento grafico e distintivo che rappresenta le campagne della Fondazione Cent Anys del Levante UD. La granota ricompare, associata attivamente a iniziative legate all’educazione e all’integrazione delle persone con disabilità.

Anche se ancora senza osare, come hanno già fatto AC Milan o Manchester United con le loro, collocarla come stemma su una delle maglie ufficiali da partita. E da quei fatti si arriva a questi risultati. Perché la rana è diventata un marchio quasi riconoscibile quanto lo stemma, la storia e l’idiosincrasia del Levante UD. E guadagna presenza e prestigio grazie al buon uso che il club ne fa stagione dopo stagione.

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.

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