Milannews24
·18 giugno 2026
Raimondi svela il caos Milan: «Un mese di rifiuti prima del sì di Amorim»

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·18 giugno 2026

Lo scorso 25 maggio le fondamenta del vecchio Milan sono state completamente demolite. Via in un colpo solo tutti i dirigenti in carica e l’allenatore Massimiliano Allegri attraverso un durissimo comunicato ufficiale dove si parlava apertamente di «fallimento inequivocabile» e con l’esplicita intenzione da parte del patron Gerry Cardinale di ingaggiare una nuova guida tecnica nel giro di una sola settimana. In realtà, come rivelato dall’esperto di mercato Claudio Raimondi ai microfoni di Sportmediaset, per arrivare a Ruben Amorim come nuovo allenatore rossonero il proprietario statunitense ha dovuto incassare una lunghissima serie di clamorosi rifiuti.
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Il primo secco no è stato quello di Iraola, allenatore emergente del Bournemouth: «Il tecnico basco non è convinto dal progetto, prende tempo e decide di aspettare il Liverpool che infatti caccia Slot e lo ingaggia con un blitz. Sfumato lo spagnolo, le frenetiche videocall di Ibra e Cardinale si orientano in più direzioni: Pochettino viene contattato, ma è impegnato nel Mondiale con gli Stati Uniti e la pista si spegne velocemente. Xavi e Slot pure loro entrati nelle consultazioni presidenziali si tirano subito fuori».
A quel punto la dirigenza rossonera decide di virare con forza su Oliver Glasner, arrivando persino a un principio di accordo contrattuale. L’austriaco viene però improvvisamente congelato perché si aprono spiragli per Matthias Jaissle, che intriga di più la proprietà ma non riesce a liberarsi dall’Al-Ahli.
Nel frattempo, anche Ralf Rangnick sbatte la porta in faccia a via Aldo Rossi: «Nel frattempo Ragnick, che aveva suggerito questi due allenatori, senza la garanzia dell’autonomia gestionale totale rifiuta il ruolo di supervisore tecnico e prolunga il suo contratto con l’Austria. In mezzo a tutti questi tentativi a vuoto, Amorim improvvisamente dice sì al Milan rassicurato anche dalle telefonate con Markus Krosche, che avalla la scelta sul portoghese. Qui però arriva un altro colpo di scena: il tedesco non sarà più l'”head of football” perché il no, l’ennesimo, stavolta arriva dall’Eintracht Francoforte e può diventare un grosso problema per il tecnico ex United. Doveva essere una settimana, è passato quasi un mese, ma i casting sono ancora in corso…», ha concluso amaramente Raimondi.







































