Lazionews24
·14 aprile 2026
Rambaudi: «Nel primo tempo la Lazio mi ha convinto! La priorità è recuperare qualche giocatore»

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Nella giornata di ieri è andata in scena Fiorentina Lazio, gara terminata per 1-0. Serata amara per i ragazzi di Maurizio Sarri allo Stadio Franchi. A fornirne un’analisi accurata e dettagliata è stato l’ex biancoceleste Roberto Rambaudi ai microfoni di Radiosei. Vi riportiamo di seguito le sue dichiarazioni:
FIORENTINA-LAZIO – «Nel primo tempo la Lazio mi ha convinto, sia per l’atteggiamento mostrato in campo sia per la qualità nella costruzione del gioco. Con Patric si sono viste trame interessanti, quelle situazioni in cui la squadra riesce a riconoscersi e a sviluppare bene la manovra. Poi però serve concretezza sotto porta. De Gea è stato bravo sull’occasione di Zaccagni, mentre Cancellieri avrebbe dovuto trovare il gol. Sono episodi che possono ripresentarsi, magari anche contro l’Atalanta, e proprio per questo bisogna continuare a lavorarci».
RECUPERI – «Adesso la priorità è recuperare qualche giocatore. Sul gol subito, piuttosto episodico, si è pagata anche una differenza fisica che Lazzari inevitabilmente non può colmare, ma va detto pure che non era posizionato nel modo migliore. Spesso sono i dettagli a decidere le partite e bisogna soffermarsi anche sugli aspetti più semplici e fondamentali: per esempio la postura del corpo, che in certe situazioni diventa decisiva. Non sarebbe corretto attribuire tutta la responsabilità a Lazzari, ma è evidente che, in generale, serva più attenzione».
COPPA ITALIA – «In questo momento bisogna concentrarsi soprattutto sulla Coppa Italia. Tutto il resto verrà dopo, anche se di cose da valutare ce ne sono parecchie. Cambiare gli interpreti senza modificare l’idea di fondo, un po’ come succede anche in Nazionale, rischia di non portare a risultati diversi. Personalmente, a fine stagione ripartirei da zero, con l’obiettivo di costruire qualcosa di importante».
LINEE GUIDA – «Per quanto riguarda Sogliano, il punto non è il nome in sé. Il problema sta nelle linee guida che vengono date, perché non esiste una vera libertà d’azione. La logica sembra essere quella di acquistare a poco e rivendere al massimo, privilegiando l’aspetto economico rispetto a quello tecnico o meritocratico. Io, invece, credo che si debba ragionare su una ripartenza complessiva, a 360 gradi, costruendo una società forte, competente e capace di lavorare bene anche sul settore giovanile».









































