Milannews24
·27 maggio 2026
Rangnick Milan, il ritorno di un’idea: filosofia, rivoluzione e possibili allenatori per il futuro rossonero

In partnership with
Yahoo sportsMilannews24
·27 maggio 2026

Nel calcio certe idee non muoiono mai. Restano sospese, in attesa del momento giusto. E quella tra Ralf Rangnick e il Milan è una storia che il popolo rossonero ricorda ancora molto bene.
Nel 2020, durante una fase di profonda transizione societaria e tecnica, il dirigente tedesco fu a un passo dal diventare il nuovo uomo forte del Milan. Non soltanto allenatore, ma soprattutto manager totale, con poteri sull’area sportiva, sul mercato e sulla costruzione del progetto tecnico. Un modello ispirato al calcio tedesco e alla galassia Red Bull, capace di unire identità, scouting e sostenibilità economica.
L’arrivo sembrava imminente. Poi la clamorosa rinascita della squadra guidata da Stefano Pioli cambiò tutto. I risultati convinsero il club a proseguire con Pioli e il progetto Rangnick sfumò proprio sul più bello. Ma quell’idea non è mai stata davvero archiviata.
Se oggi Rangnick dovesse diventare direttore sportivo del Milan, porterebbe una visione molto chiara e riconoscibile.
La sua filosofia si basa su alcuni pilastri fondamentali:
Rangnick non è soltanto un dirigente: è un teorico del calcio moderno. Il suo modello punta a costruire squadre dinamiche, atletiche e futuristiche, capaci di crescere nel tempo mantenendo competitività ad alto livello.
Per il Milan significherebbe probabilmente una nuova accelerazione sul mercato dei giovani prospetti europei e internazionali, con particolare attenzione a giocatori affamati, fisici e adatti a un calcio ad alta intensità.
Con Rangnick, il Milan potrebbe assumere un’identità ancora più “tedesca” sotto il profilo organizzativo.
L’idea sarebbe quella di creare una struttura moderna, dove ogni scelta — dal settore giovanile alla prima squadra — segue una linea tecnica coerente. Non soltanto acquisti di nome, ma profili funzionali a un sistema preciso.
In questo senso il Milan potrebbe trasformarsi in una squadra più aggressiva, veloce nelle transizioni e meno dipendente dalle individualità. Un calcio spettacolare ma anche estremamente dispendioso, che richiederebbe giocatori giovani e atleticamente pronti.
Nel caso in cui Rangnick diventasse davvero il nuovo DS rossonero, anche la scelta dell’allenatore seguirebbe una logica ben precisa.
I nomi più compatibili con la sua filosofia potrebbero essere:
Roberto De Zerbi rappresenterebbe una scelta affascinante per intensità offensiva, costruzione dal basso e mentalità europea. Un tecnico moderno, coraggioso e molto vicino ai principi del calcio evoluto.
Marco Rose è uno degli allenatori più vicini all’universo tattico di Rangnick. Pressing, verticalità e organizzazione fanno parte del suo DNA calcistico.
Oliver Glasner sarebbe un altro profilo perfettamente compatibile: intensità, calcio aggressivo e valorizzazione dei talenti.
Thiago Motta potrebbe invece rappresentare una soluzione più equilibrata tra gioco moderno e gestione tecnica del gruppo.
L’impressione è che il nome di Rangnick continui a tornare perché il Milan, negli ultimi anni, abbia spesso flirtato con l’idea di una rivoluzione strutturale e identitaria.
Nel 2020 sembrava il futuro. Oggi potrebbe tornare a essere una tentazione concreta per dare al club una dimensione ancora più internazionale, moderna e sostenibile. Perché certe idee, nel calcio, aspettano soltanto il momento giusto per riapparire.
Live







































