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·24 marzo 2026

Ranieri, diplomazia ed emozione

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CORRIERE DELLO SPORT (Jacopo Aliprandi, Giorgio Marota) – Claudio Ranieri è l’immagine più autentica di un dirigente che non ha mai smesso di amare la Roma. Uno dei momenti più intensi della sfida contro il Lecce è stato infatti il lungo applauso che l’Olimpico gli ha riservato quando le telecamere lo hanno inquadrato. L’ex tecnico stava aspettando Malen per premiarlo come miglior giocatore della Serie A nel mese di febbraio. La Curva Sud avrebbe srotolato da li a breve lo striscione in cui chiedeva al calciatori di assumersi delle responsabilità, ma in quel momento è come se la delusione e l’amarezza si fossero congelate per far posto alla riconoscenza.

A Ranieri – che si è poi seduto in tribuna accanto a Massara, che ha sempre difeso – in questa fase della stagione viene chiesto di essere un equilibratore. Friedkin ha la fiducia più totale in lui. Anche quando ha detto “a Gasperini non abbiamo chiesto subito la Champions”, l’attuale senior advisor della proprietà voleva semplicemente allentare la morsa delle aspettative. Una situazione che però è stata letta anche da un’altra prospettiva, soprattutto alla luce delle parole di Gasp: “Sono io che in Champions voglio andarci. Per me non esiste altro. Se qualcuno pensa di mettermi pressione si sbaglia”. Qualche problema di comunicazione, inutile negarlo, c’è stato.

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