Cagliarinews24
·22 febbraio 2026
Ranieri: «Quando mi chiamarono a Cagliari non ci pensai due volte! Volevo mettermi in gioco»

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Interpellato dai colleghi de Il Messaggero, Claudio Ranieri, ex tecnico del Cagliari, ha rilasciato un’intervista alquanto interessante. Tra i temi affrontati vicende legate alla sua carriera, alla squadra isolana e molto altro. Vi riportiamo alcune dichiarazioni di seguito:
SCOPIGNO – «No, in panchina c’era Scopigno. A novembre fu mandato via e gli subentrò Liedholm. Ho avuto grandi maestri, non c’è dubbio. Herrera non ti dava tempo per ragionare, voleva che passassi subito la palla. Adesso il calcio è esattamente questo, devi giocare a memoria. E sto parlando del 1970. Scopigno era la flemma, una persona molto riflessiva, ma se gli giravano i cinque minuti, erano guai. Ringraziando il cielo, nessuno di questi tre allenatori mi ha mai fatto lavate di capo. Ero molto ligio».
ORRU’ – «Sono rimasto legato al presidente del Cagliari, Tonino Orrù. Mi disse: Claudio, fra due anni ci sarà il mondiale, si giocherà anche qui, se riuscissimo a salire in Serie B sarebbe una cosa bella. E noi invece arrivammo in A. Non posso scordarmi che all’inizio del girone d’andata avevamo 8-9 punti. I giornalisti scrivevano che Ranieri era a rischio. Orrù fu un signore: Claudio, stai tranquillo, con te siamo arrivati dalla C in A e, se deve accadere, con te torneremo in C. Ci salvammo con una giornata d’anticipo».
CHIAMATA CAGLIARI – «Mi sono detto: perché non provarci? In Italia tutti capiamo di calcio, ma un conto è giocarlo, un altro vederlo dalla tribuna. Un altro ancora è stare in panchina, avere delle idee, saper parlare alla squadra, ai dirigenti, ai giornalisti. Quando mi chiamarono a Cagliari, c’era chi mi consigliava di rifiutare. Mi dicevano: pensaci Claudio, rischi di bruciarti. Pensarci? Nemmeno per un istante. Volevo mettermi in gioco».
SCELTA – «Parlo di un ruolo dirigenziale. Con la panchina ho chiuso, troppo faticoso. Negli ultimi anni mi sono accorto che la sconfitta mi divorava. Il piacere della vittoria dura poco, cominci a pensare subito alla partita successiva. La sconfitta, invece, ho cominciato a portarmela dentro».
CAGLIARI – «Cagliari ce l’ho dentro. Dico sempre che Roma è la mamma, Cagliari la moglie».
ROMA – «Penso che finirà così, poi mai dire mai. Avevo assicurato che non avrei più allenato dopo Cagliari, e invece è uscita fuori la Roma. E alla Roma non potevo dire di no».
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