Raphinha: il legame con Ronaldinho, la rinascita al Barça e l’ossessione Mondiale | OneFootball

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Calcionews24

·17 aprile 2026

Raphinha: il legame con Ronaldinho, la rinascita al Barça e l’ossessione Mondiale

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Raphinha: il legame con Ronaldinho, la rinascita al Barça e l’ossessione Mondiale. L’attaccante del Barcellona si racconta

Il ricordo è ancora nitido: è il 2003 e un Raphinha di appena sette anni partecipa alla festa di addio di Ronaldinho, in partenza per l’Europa. Suo padre suonava in una band di samba ingaggiata per l’occasione. Oggi, a distanza di oltre vent’anni, l’esterno ha ripercorso le orme del suo idolo al Barcellona e si è raccontato in esclusiva a GOAL.

La rinascita sotto la guida di Flick

Il destino di Raphinha in Catalogna sembrava segnato. Nell’estate del 2024, schiacciato dalle ben note difficoltà finanziarie del club e da un ruolo di “jolly” sotto la gestione Xavi, il brasiliano aveva ormai deciso di andarsene, con Arsenal e club sauditi alla finestra. Poi, l’arrivo di Hansi Flick ha ribaltato tutto.


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Stavo per lasciare il club, cercavo una nuova destinazione, ma lui ha riposto fiducia in me”, ha confessato Raphinha. Per fare spazio all’esplosione di Lamine Yamal sulla fascia destra, Flick lo ha reinventato trequartista o ala sinistra. Il risultato? Un’attitudine al sacrificio fuori dal comune che ha bilanciato l’attacco blaugrana. “Mi sono sentito molto accolto da lui; è stata la persona che ha trasformato la mia carriera“.

La rivendicazione del Pallone d’Oro

Il cambio di ruolo ha sbloccato una stagione 2024-25 clamorosa, chiusa con ben 59 partecipazioni al gol in tutte le competizioni. Il Barcellona ha conquistato Liga e Coppa del Re, sfiorando la finale di Champions League. Nonostante questi numeri, Raphinha si è classificato solo quinto al Pallone d’Oro (vinto da Ousmane Dembélé, con Yamal secondo). L’esterno non si nasconde: “Se ci basassimo sull’intera stagione, lo avrei meritato io. Avrei messo Lamine al secondo posto e Pedri al terzo“.

Il peso della maglia verdeoro

Ora, la missione è risollevare il Brasile. Fermo fino a maggio per un infortunio al bicipite femorale, Raphinha sa di appartenere a una Seleção talentuosa ma troppo spesso incompiuta, a secco di semifinali mondiali dal tragico 2014.Il brasiliano è lucido sul momento della sua Nazionale: “Il calcio si basa sui risultati. Quando fallisci, è naturale che i tifosi pensino che non sia più la stessa squadra“. Tuttavia, essendosi preparato a queste pressioni fin dall’infanzia, Raphinha è pronto a caricarsi il Paese sulle spalle al suo rientro.

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