Milannews24
·16 giugno 2026
Ravelli lancia l’allarme Milan: «Serve una struttura, Amorim se ne andò da Manchester dopo aver attaccato la società»

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·16 giugno 2026

Sulle pagine della Gazzetta dello Sport, Arianna Ravelli ha analizzato con grande lucidità il momento storico del club rossonero, che ha appena ufficializzato la scelta di affidare la panchina a Ruben Amorim. Il focus della giornalista non si limita però all’aspetto puramente tattico, ma si sposta sulla necessità impellente di dare stabilità a tutto l’organigramma di Via Aldo Rossi per evitare i clamorosi errori del passato.
La firma del tecnico portoghese apre una nuova era ricca di ambizioni, ma porta con sé anche la forte esigenza di fare immediata chiarezza sulle dinamiche interne e sui reali poteri all’interno della dirigenza, per non ripetere quanto accaduto oltremanica.
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«Non c’è bisogno soltanto di un allenatore: c’è bisogno di una struttura. Restano da definire figure fondamentali come l’amministratore delegato, il direttore sportivo e il direttore tecnico, chiamati a costruire un progetto coerente e ammettere l’allenatore nelle condizioni di lavorare con efficacia. Senza una filiera decisionale chiara, nessun tecnico, per quanto bravo, può essere una garanzia. Dal Manchester Amorim se ne andò dopo aver attaccato la società per la mancanza di chiarezza dei ruoli. Disse che era arrivato ‘per fare il manager, non semplicemente l’allenatore’. Lo esonerarono il giorno dopo. E siccome al Milan non farà il manager, è importante che siano ben chiari compiti, poteri, margini di manovra, Ibrahimovic compreso. In pole, come dt e ds, ci sono Krösche e Hardung: due dirigenti di scuola tedesca che dovranno sposarsi con un allenatore portoghese, in un campionato italiano che nessuno di loro ha frequentato: non significa che non funzionerà, ma a occhio significa che servirà tempo» spiega la firma della Rosea.
I dubbi sollevati non riguardano unicamente la convivenza tra la scuola dirigenziale tedesca e la filosofia portoghese, ma toccano le corde dell’investimento finanziario necessario. Per supportare il nuovo modulo e le idee dell’ex tecnico dello Sporting, la società sarà infatti costretta a compiere una vera e propria epurazione tecnica.
«E allora: qual è la durata del progetto del nuovo Milan che nasce? In quanto tempo si pone l’obiettivo di tornare a vincere? Tre anni? Bisogna spiegarlo e bisogna avere la forza di sostenere, anche finanziariamente, le proprie idee, se i risultati (leggi la qualificazione in Champions con i suoi incassi) dovessero tardare. C’è poi il tema della squadra. Amorim ha ottenuto i risultati migliori in Portogallo quando ha potuto lavorare su un gruppo costruito secondo le sue idee. Il suo calcio richiede interpreti specifici, adatti alla difesa a tre e all’intensità del pressing. È difficile immaginare che il Milan possa limitarsi a qualche ritocco: servirà una ricostruzione tecnica e probabilmente anche identitaria. Un allenatore… nuovo va sostenuto: nelle scelte di mercato in primis. Nelle battaglie di ogni giorno, dentro e fuori Milanello, subito dopo» conclude Ravelli.







































