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·7 settembre 2026
Real Madrid-Inter, Mbappé: “Preferisco il Milan, ma l’Inter merita rispetto”

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·7 settembre 2026

La stella francese Kylian Mbappé parla a Sky Sport in vista della sfida con i nerazzurri. Dal rapporto con Thuram alle parole su Lautaro, fino alla stima per Mourinho: “È un piacere e un privilegio essere allenati da lui”
Kylian Mbappé non nasconde le proprie preferenze, ma allo stesso tempo mette in guardia la sua squadra. Intervistato da Sky Sport, l’attaccante francese ha parlato della sfida contro l’Inter, sottolineando la qualità della formazione nerazzurra e il valore dei suoi principali interpreti.
“Sicuramente preferisco il Milan“, ha ammesso Mbappé, senza però sottovalutare l’avversario: “L’Inter è una squadra che merita grande rispetto. È una squadra di qualità“.
Il sorteggio ha avuto anche un significato personale per il fuoriclasse francese. Tra i primi pensieri, infatti, è comparso subito Marcus Thuram, suo compagno di nazionale e grande amico: “Quando ho visto il sorteggio la mia mente è volata subito a Thuram visto che siamo molto amici“. Un legame che, però, dovrà essere messo da parte per novanta minuti.
Mbappé ha poi speso parole importanti anche per Lautaro Martínez, considerato uno degli uomini più pericolosi dell’Inter: “Loro hanno anche Lautaro, che è un attaccante capace di fare la differenza. Certo, spero non in questo caso”. Una battuta che racconta bene il rispetto dell’attaccante francese per il capitano nerazzurro, ma anche la determinazione a non concedergli spazio nella sfida.
Nell’intervista non è mancato un riferimento a José Mourinho. Mbappé ha elogiato il tecnico portoghese per la sua capacità di motivare il gruppo e mettere a disposizione dei giocatori l’esperienza maturata in una lunga carriera.
“È un grande motivatore, sta trasmettendo al gruppo l’esperienza di tanti anni di carriera. È un piacere e un privilegio essere allenati da lui”, ha dichiarato il francese.
Secondo Mbappé, l’unione dello spogliatoio non rappresenta una novità: “Siamo tutti uniti, ma lo eravamo anche lo scorso anno“. Una precisazione che porta il discorso su un tema spesso decisivo nel calcio: essere una squadra compatta non significa necessariamente riuscire a trasformare il lavoro e le ambizioni in risultati.
Mbappé ha infatti ricordato anche la delusione vissuta con la Francia. Un esempio utilizzato per spiegare quanto sia difficile, nel calcio, tradurre le aspettative in successi.
“Purtroppo non sempre i risultati arrivano. Guardate la mia Francia: volevamo vincere il Mondiale e invece non siamo riusciti neppure a raggiungere la finale“, ha concluso.
Parole che fotografano una vigilia fatta di ambizione, rispetto e consapevolezza. Mbappé guarda alla sfida con l’Inter con fiducia, ma sa bene che il blasone e le preferenze della vigilia conteranno poco quando arriverà il momento di scendere in campo.
SENSAZIONI – “In questo momento è il mio stadio (il Bernabeu ndr), però al di là di questo, sarà sempre il mio stadio dal maggio del 2010. Ogni partita è importante per noi, saranno 8 e spero di rivedere l’Inter più avanti. Voglio vincere. Posso dirvi che voglio giocare bene, ma non voglio giocare bene e perdere come successo contro il Betis“. Lo Special One è sicuro: “L’Inter è una grandissima squadra, con 6 anni. Da Conte a Inzaghi e a Chivu il modello di gioco è lo stesso. È una squadra che può giocare con gli occhi chiusi. L’unica sorpresa degli ultimi anni è che non ha vinto la Champions”.
CHIVU E I PROTAGONISTI – ” È difficile da dire quando sono giocatori. Ho avuto molti contatti con lui quando allenava la primavera, ho capito la passione” ha detto Mourinho di Cristian Chivu. Sugli interpreti: “Bellingham? È importante che i giocatori giochino nella posizione migliore. Ci saranno i momenti dove i giocatori dovranno fare delle cose diverse rispetto alla loro posizione naturale. Mbappé è Mbappé, Lautaro è Lautaro. Sono giocatori diversi. Anche se abbiamo 3 squalificati sono 11 contro 11. Penso che chi ha fatto l’ordine delle partite era italiano (ride, ndr)”.
PERCORSO – La strada sarà lunga: “Ho perso una semifinale ai rigori, ma non ci penso. Penso a essere l’allenatore del Real Madrid e che la partita di Champions League di domani non sia così importante. Credo che ci qualificheremo entrambi e ogni punto è importante: anche l’Inter verrà qui per fare punti”.
Dubbi di formazione, perché il Real Madrid avrà 3 squalificati: “Alexander-Arnold a centrocampo? In questa partita ce ne sono tre fuori per squalifica (Bernardo, Camavinga e Guler ndr). L’algoritmo ha scelto questa partita da giocare in questa situazione, questa è una domanda che mi aspettavo, ma abbiamo tre-quattro-cinque possibilità per sostituirli. Potrei girarci intorno, ma alla fine non ti dirò nulla”.
OBIETTIVO – Mou non ha dubbi: “Io nel Real Madrid ho fatto due periodi diversi, ho chiuso nel 2013 ed è un ciclo chiuso. Questo non ha nulla a che vedere con il passato, sono due momenti diversi nella storia del Real Madrid. Nel 2010 non si giocava una semifinale da anni, adesso negli ultimi anni ha vinto 7-8 titoli. Non cambia il mio modo di pensare, se mi chiedi se ho voglia di vincere la Champions ovviamente la risposta è sì”.







































