DirettaCalcioMercato
·10 agosto 2026
Real Madrid, Mourinho contro Guardiola? “C’è chi ha bisogno dell’anno sabbatico, io riposerò da morto”

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·10 agosto 2026

Nella docuserie trasmessa da Netflix sulla carriera epocale dell’attuale tecnico del Real Madrid, José Mourinho si è lasciato sfuggire qualche parola di troppo. Possibile stangata a Pep Guardiola?
José Mourinho ha sempre utilizzato messaggi subliminali e artifici retorici per decorare la propria immagine a suo piacimento. L’allenatore portoghese, da molti criticato per il suo ego smisurato, ha esposto la sua prospettiva sui colleghi che decidono temporaneamente di interrompere l’attività da allenatore.
“Alcuni tipi hanno bisogno di un anno sabbatico, cosa che odio. Odio quella parola. Per me, un anno sabatico significa debolezza. Non parlarmi di anni sabatici. Non ho mai bisogno di riposare. Riposerò quando sarò morto”, ha dichiarato Mourinho.
“Il mio mondo è entrare in uno stadio di calcio con 50mila o 90mila tifosi. Ne ho avuti anche 100mila. Questo è il mio mondo. Senza il calcio, sento che mi manca qualcosa. Ma non credo che sia un’ossessione”, ha proseguito nella riflessione l’ex tecnico di Inter e Roma.
“Non la vivo come un’ossessione. Quando raggiungi un certo livello, vuoi semplicemente rimanerci per sempre. Non riesco nemmeno a immaginare quando smetterò di dedicarmi al calcio. Dico altri 10 anni, ma forse anche più di 10. È divertente. Voglio vincere altri titoli. Voglio farlo in posti in cui non sono mai stato e voglio farlo in posti in cui sono già stato in passato”.
Dalle dichiarazioni rilasciate si può ipotizzare una critica velata mossa nei confronti di Pep Guardiola, storico rivale calcistico che spesso ha fatto da contraltare ideologico alla visione più pragmatica e difensivista dell’allenatore portoghese. Il tecnico catalano ha deciso recentemente di declinare la proposta di commissario tecnico dell’Italia, ben orchestrata da Paolo Maldini e Leonardo. La leggenda del Milan ha svelato un importante retroscena: “Con Pep avevamo già studiato le rose, ha rifiutato solo per stanchezza. Malagò sapeva tutto, poi ha cambiato le regole e non c’era più fiducia. Apprezzo Mancini ma avevamo un progetto diverso”.







































