DirettaCalcioMercato
·8 aprile 2026
Reinvestire i soldi delle scommesse per la crescita del calcio? Non è solo un’idea: ecco quello che succede in 20 Paesi!

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·8 aprile 2026

Le elezioni presidenziali FIGC si svolgeranno il prossimo 22 giugno. Il nuovo Presidente federale vorrà e dovrà trovare delle soluzioni per cambiare e rinnovare il sistema calcio Italia. Spunta una possibile idea per equipararci a ben altri 20 Paesi nel mondo: reinvestire i soldi delle scommesse per far crescere il movimento!
Non è un’idea strampalata, utopica o antieconomica. E’ una soluzione adottata da ben 20 Paesi UEFA/FIFA per ottenere altri e diversi fondi da investire nel proprio sistema calcio. Già con la Presidenza Gravina, la FIGC ha cercato di trovare un accordo con lo Stato per la ridistribuzione dell’1% del gettito delle scommesse alla Federazione per investire in formazione e infrastrutture. Un report del 2025 ha rivelato come nel 2024 le scommesse sportive abbiano generato un flusso di 22,8 miliardi di euro di cui 16,1 miliardi solo nel calcio. L’1% rappresenterebbe una cifra pari a 160 milioni di euro annui che la FIGC potrebbe utilizzare per reinvestire nel mondo calcio. Non solo, la cifra anno per anno è destinata a salire.
La Francia è stato il primo Paese europeo ha adottato un un sistema di tassazione specifica sui diritti di sfruttamento delle scommesse. L’1,8% lordo del flusso è annualmente destinata a finanziare lo sport, senza distinzioni tra dilettantismo e professionismo.
In Portogallo, addirittura, questa percentuale sale al 3,5% del fatturato delle scommesse sulle partite delle nazionali e delle competizioni organizzate dalla Federazione, va alla Federcalcio. Così come, sempre il 3,5% di quelle della Lega va alla Lega Calcio Professionistica.
In Grecia, invece, il sistema chiede aiuto ai vincitori delle scommesse per le vincite di più di 100 euro: fino ai 200 è del 2,5%, fino ai 500 del 5% e per chi incassa di più è del 7,5%.
In Turchia, infine, c’è l’accordo tra società professionistiche e Spor Toto, organizzazione statale che gestisce le scommesse sportive. Un’importante quota viene ridistribuita in base allo sfruttamento del diritto al nome e all’immagine dei club calcistici. In poche parole, più volte è presente il nome della squadra nelle scommesse, maggiore sarà l’importanza della stessa e, quindi, la ridistribuzione sarà più alta. Ovviamente, per tutelare le piccole squadre di terza o quarta divisione, è prevista una quota minima garantita.
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