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·23 agosto 2026
Rennes/PSG – Haise giudica le scelte di Luis Enrique e la prova del Rennes

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·23 agosto 2026

Il Paris Saint-Germain e il Rennes si affrontavano questadomenica al Roazhon Park per la 1ª giornata di Ligue 1 2026-2027.Una partita terminata con un pareggio 2-2 (video riassunto Rennes/PSG). Dopo questa gara, l’allenatore del club bretone Franck Haise ha parlato ai microfoni di Ligue1+.
Mister, quando hai un giocatore che ha un peso del genere in un gruppo (Dembélé), toglierlo all’intervallo non è una cosa da poco?
No, certo che è un segnale forte, ma il segnale gli ha dato ragione. Quando si vedono i giocatori che entrano, forse è anche più facile fare cambi all’intervallo. Lui va fino in fondo, la stella è il collettivo, e tutti lo sanno, le cose sono chiare. Se ce ne sono alcuni che rendono meno, e peraltro non è stato il solo nel primo tempo, lui ha fatto quelle scelte e ha avuto ragione a farle.
Se Parigi fa questo, vi aiuta con i vostri giocatori?
Se a Parigi la stella è il collettivo, ovviamente anche allo Stade Rennais la stella deve essere il collettivo. Altrimenti vuol dire che c’è un problema. (Ride)
Avete fatto la vostra partita, nessun rimpianto?
Non volevo che avessimo la testa completamente sottosopra dopo una partita così. Certo che siamo delusi, e alla fine nemmeno troppo impensieriti, e farsi sorprendere su cose del genere che avevamo preparato spiega tutto questo e mostra su cosa bisogna lavorare.
Contro avversari del genere non bisogna sbagliare. Noi abbiamo sbagliato un po’ e l’abbiamo pagata. Poi, per la partita che abbiamo fatto, gli ho detto che comunque bisognava riguardarla, perché se segniamo il 3-2 diciamo che è tutto perfetto e non bisogna guardare la partita solo attraverso il prisma del risultato. Bisogna guardarla nella sua interezza, ci sono state molte cose buone e lo sappiamo, sappiamo anche che ci sono cose da migliorare, altrimenti avremmo vinto la partita, ma è così. Continueremo ad andare avanti.
La partita e il piano iniziale sarebbero stati gli stessi se aveste dovuto andare a Parigi?
Direi di sì, provavamo ogni tanto in alcune fasi a stare un po’ più alti e comunque lo facevamo in modo un po’ diverso da come eravamo abituati, mantenendo a volte una piccola copertura, cosa che non facciamo sempre.
E poi, dopo, c’è stato lo sviluppo della partita con il fatto che abbiamo segnato abbastanza presto, questo ha rafforzato il blocco medio, e abbiamo dovuto abbassarlo perché di fronte c’è così tanta qualità nel controllo del gioco che a volte siamo arretrati un po’ troppo, a volte troppo davvero. Ma, nel complesso, era un po’ quello che cercavamo di fare e anche con l’efficacia, come si è visto sul gol.
Avete avuto un po’ di difficoltà sui vostri principi nel finale di partita, con in particolare un po’ troppo spazio per Ruiz?
Sì, è una sequenza di piccoli errori, soprattutto sul secondo gol. Non l’avevamo vista troppo nel primo tempo, con molte conclusioni murate, molti tiri difficili da gestire. Quando si corre tanto, inevitabilmente arriva un po’ di fatica e quei due o tre metri, o il passo giusto da fare quando serve, a volte mancano un po’. È incoraggiante, questo non impedirà la piccola delusione perché non eravamo lontani, ma resta incoraggiante per il futuro.
Come avete gestito le rotazioni, il gioco sulle fasce e la chiusura dell’asse centrale?
Sì, avevamo una piccola superiorità numerica da una parte e meno dall’altra. Era già un po’ più facile, anche se a volte c’erano doppi ampiezza o addirittura tripli. L’idea è isolare il loro giocatore nell’uno contro uno e, appena possibile, raddoppiare, sia con l’esterno, sia a volte con uno dei nostri centrocampisti che poteva avvicinarsi in alcune fasi.
L’abbiamo fatto piuttosto bene, era il piano, è più che altro sulla durata che, nonostante gli sforzi e il grande dispendio di energie, a volte può mancare qualcosa. È mancato in alcune situazioni.
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.







































