Retroscena Inzaghi-Napoli: no a De Laurentiis. Il fisco saudita lo blocca all’Al Hilal fino al 2027 | OneFootball

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·23 maggio 2026

Retroscena Inzaghi-Napoli: no a De Laurentiis. Il fisco saudita lo blocca all’Al Hilal fino al 2027

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L’ex allenatore dell’Inter, Simone Inzaghi, è stato contattato dal Napoli ad aprile dopo l’annuncio dell’addio di Conte, ma le leggi fiscali dell’Arabia Saudita blindano il tecnico a Riad.

Dietro il casting per la panchina del Napoli e i recenti sondaggi con Maurizio Sarri si nasconde un clamoroso retroscena di mercato che porta direttamente in Arabia Saudita. Secondo quanto riportato da La Gazzetta Dello Sport, ad aprile, non appena Antonio Conte ha comunicato ufficialmente al presidente Aurelio De Laurentiis l’intenzione di chiudere anticipatamente il suo ciclo in azzurro, il primo, vero tentativo della dirigenza partenopea è stato fatto per Simone Inzaghi. Una trattativa nata e morta sul nascere, stroncata sul tempo da un pesantissimo vincolo economico e fiscale.


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Il sondaggio del Napoli e il “no” forzato

Il Napoli ha cercato di capire i margini di manovra per riportare immediatamente in Italia l’ex tecnico nerazzurro, incassando però un cortese ma fermo “No, grazie, riparliamone in futuro”. Alla base del rifiuto non ci sono motivazioni di natura tecnica o una mancanza di gradimento per la piazza, bensì una vera e propria gabbia dorata di natura burocratica. Secondo le leggi fiscali saudite, infatti, Inzaghi è obbligato a trattenersi nel Paese per almeno due anni (ovvero fino al luglio 2027). Rompere l’accordo in anticipo per firmare con un altro club gli costerebbe una penale pesantissima: dovrebbe restituire al fisco locale una fetta enorme dei suoi emolumenti, stimata attorno ai 6 milioni di euro. Un salasso che ha reso l’operazione impossibile, a meno di un clamoroso esonero, al momento non previsto, da parte dell’Al Hilal.

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