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·25 febbraio 2026

Riforma arbitri, incontro tra Rocchi e Gravina: ecco cosa filtra

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Riforma arbitri, nella giornata odierna i vertici del calcio italiano si sono incontrati data la volontà di cambiare il sistema

La Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) ha intrapreso un progetto ambizioso volto a riformare il sistema arbitrale, con l’obiettivo di elevare la qualità delle direzioni di gara e risolvere le problematiche che hanno recentemente scosso il calcio italiano.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, l’avvio ufficiale di questo piano è stato segnato dal vertice tecnico di oggi, che segna il primo passo verso una nuova era per l’arbitraggio italiano.


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La nascita della classe arbitrale d’élite

Il progetto prevede la creazione di una società di diritto privato, interamente partecipata dalla FIGC, con un budget operativo compreso tra i 17 e i 18 milioni di euro. L’obiettivo è dare vita a una classe arbitrale d’élite composta da un numero selezionato di professionisti: 40 arbitri, 66 assistenti e 24 Video Match Officer (VMO).

La gestione di questa nuova struttura sarà completamente indipendente, evitando le influenze politiche da parte dei club e della stessa AIA. In questo modo, la FIGC intende separare nettamente il merito sportivo dalla politica calcistica, garantendo che la gestione degli arbitri fino alla Serie C rimanga sotto l’autorità dell’AIA.

Retribuzioni e stabilità per i nuovi arbitri

Gli arbitri che entreranno a far parte di questa élite saranno inizialmente retribuiti a gettone, ma una volta superato il vaglio del designatore Gianluca Rocchi, avranno la possibilità di essere assunti con contratti a tempo determinato. Questo garantirà loro una stabilità economica e una tutela lavorativa che mancava in passato. La FIGC punta a definire una bozza della riforma entro un mese, per poi sottoporla al voto del Consiglio federale.

Resistenza e determinazione della Federazione

Nonostante si preveda una resistenza da parte dell’AIA, la Federazione è pronta a fare il necessario per portare a termine questa riforma. Se dovesse essere necessario, la FIGC non esiterà a ricorrere al commissariamento per realizzare questa trasformazione epocale nel calcio italiano. Un cambiamento che, se realizzato, promette di rivoluzionare in modo decisivo l’arbitraggio nelle competizioni nazionali.

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