Calcio e Finanza
·18 marzo 2026
Riparte l’iter in Senato del Ddl stadi firmato da Galliani e Lotito

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·18 marzo 2026

Estendere alla costruzione di nuovi stadi o alla ristrutturazione di vecchi le agevolazioni previste per le Zes (Zone economiche speciali), con procedure semplificate che permettano il rilascio dei permessi entro 45 giorni, la possibilità di nominare un commissario per sveltire l’iter. E poi importanti agevolazioni fiscali, con un credito d’imposta fissato al 30% per gli investimenti privati innalzabile fino al 40% per progetti di eccellenza in chiave di sostenibilità.
Sono le principali linee guida della riforma della normativa per la costruzione o ristrutturazione degli impianti sportivi, contenuta in un disegno di legge risalente alla fine del 2024 e il cui iter è ripartito nella giornata di ieri con le audizioni nelle commissioni riunite Cultura e Ambiente del Senato.
Il disegno di legge vede come primo firmatario il senatore di Forza Italia, Mario Occhiuto, ma all’iniziativa hanno preso parte anche il patron della Lazio Claudio Lotito e l’ex AD di Monza e Milan Adriano Galliani, entrambi senatori in quota Forza Italia.
Ieri, «nelle commissioni riunite Cultura e Ambiente del Senato, sono iniziate le audizioni sul nostro disegno di legge per la modernizzazione degli impianti calcistici italiani. Un provvedimento che rappresenta un vero e proprio salto di qualità per il nostro Paese. L’obiettivo è chiaro: snellire le procedure di costruzione e ristrutturazione e dotare le città di strutture sportive all’avanguardia e multifunzionali, capaci di diventare veri e propri poli di aggregazione sociale e culturale», ha commentato il senatore di Forza Italia Mario Occhiuto, primo firmatario del ddl stadi.
«Un progetto particolarmente importante per il Sud Italia, dove molti impianti, costruiti più di sessant’anni fa, si trovano oggi inglobati nei nuovi perimetri urbani. Il confronto avviato in Senato tra istituzioni ed esperti è un primo passaggio fondamentale che ci consentirà di migliorare il testo e di realizzare in Italia una riforma attesa da anni», ha concluso.
Al momento della presentazione del disegno di legge, risalente a oltre un anno fa, Occhiuto aveva sottolineato come l’obiettivo della riforma fosse quello di «rivedere il concetto di stadio come luogo d’incontro per ampliarne offerta e utilizzo, ed è importante che sia di proprietà dei club».









































