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·13 luglio 2026

Rivelato: Guardiola ‘non credeva più’ nel fisico di Stones al City

Immagine dell'articolo:Rivelato: Guardiola ‘non credeva più’ nel fisico di Stones al City
  • Un nuovo rapporto spiega che Guardiola aveva perso fiducia nella tenuta fisica di Stones negli ultimi mesi al Man City
  • Stones fu escluso dall’undici titolare della finale di Carabao Cup a marzo nonostante l’infortunio di Ruben Dias
  • Il 32enne ha lasciato il Man City da svincolato ed è alla ricerca di un nuovo club

Un nuovo rapporto ha spiegato perché John Stones sia stato relegato a un ruolo marginale negli ultimi mesi da giocatore del Manchester City, nonostante il difensore avesse ammesso pubblicamente di essere stato in forma per giocare per quasi tutta la stagione.

Stones, 32 anni, ha lasciato il Manchester City al termine della scorsa stagione da svincolato, chiudendo così un rapporto decennale con il club che, nel suo momento migliore, aveva visto l’internazionale inglese essere ampiamente considerato uno dei difensori più completi nel palleggio del calcio europeo nel sistema esigente di Guardiola.


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Le modalità del suo addio, però, sono state offuscate da un periodo di coinvolgimento sempre minore che ha lasciato perplessi coloro che orbitavano attorno al club e, in alcuni casi, apertamente frustrati per conto del giocatore – con nuovi dettagli che ora fanno luce sulla rottura del rapporto tra Guardiola e un difensore che un tempo considerava tra i membri più indispensabili della sua rosa.

“Per tutta la stagione” – John Stones rivela la verità sulla sua condizione fisica nell’ultima annata al Manchester City

Da allora Stones si è unito alla nazionale inglese per la Coppa del Mondo FIFA da svincolato, con Thomas Tuchel che evidentemente continua ad avere fiducia in un giocatore la cui situazione a livello di club ha rappresentato una delle sottotrame più scomode dell’estate per i tifosi che riflettono sull’ultima stagione di Guardiola alla guida.

La decisione di non rinnovare il suo contratto, e le circostanze che hanno accompagnato il suo ruolo ridotto negli ultimi mesi della stagione, stanno ora diventando più chiare, mentre fonti vicine alla situazione parlano apertamente di quanto accaduto dietro le quinte all’Etihad Stadium.

Rapporto: Guardiola “ha perso fiducia” mentre l’esclusione dalla finale di Carabao Cup ha lasciato le fonti sbalordite

Secondo Sam Lee di The Athletic, diverse fonti a conoscenza della situazione hanno rivelato che Guardiola aveva perso fiducia nella capacità di Stones di restare in forma, con la dinamica tra i due che sarebbe stata plasmata da una differenza fondamentale di approccio: la preferenza del catalano per giocatori che si spingono al massimo pur di rendersi disponibili, in contrasto con la tendenza di Stones, in certi momenti, ad adottare un approccio più prudente nella gestione della propria condizione fisica.

Le fonti di The Athletic sottolineano però che, negli ultimi mesi della stagione, chi gravitava attorno al centro sportivo del City era rimasto sinceramente colpito dal recupero di Stones e lo considerava in buona condizione – rendendo ciò che è seguito ancora più difficile da accettare per chi lo ha osservato da vicino.

Nonostante l’infortunio di Ruben Dias e il fatto che il collega difensore centrale Marc Guehi non potesse giocare in coppa prima della finale di Carabao Cup contro l’Arsenal a fine marzo, Stones fu escluso dalla formazione titolare per una gara che rappresentava una delle occasioni più importanti della stagione del Manchester City – una decisione che, secondo le fonti, ha lasciato un segno duraturo nei suoi ultimi mesi al club.

Lo stesso Stones ha accennato alla difficoltà di quel periodo parlando prima della Coppa del Mondo, con Lee che riporta come i commenti dell’internazionale inglese prima del torneo riflettessero la frustrazione di un giocatore che sentiva che il suo contributo nelle fasi finali della carriera al City non fosse stato riconosciuto come meritava, nonostante la condizione fisica che aveva lavorato duramente per raggiungere.

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Il senso di smarrimento attorno al centro di allenamento si è esteso anche a un altro episodio più avanti nella stagione, con fonti che hanno riferito a The Athletic di essere rimaste perplesse quando Stones è stato fatto entrare solo molto tardi durante una gara casalinga contro il Crystal Palace a maggio – un cameo che, secondo molti all’interno dell’ambiente della squadra, non rispecchiava né il suo status di giocatore né i livelli di forma mostrati in allenamento.

Cosa ci dicono queste rivelazioni sulla ricostruzione del Man City dopo Guardiola?

Il quadro che emerge dal reportage di Lee è quello di un rapporto arrivato al capolinea entro la fine della stagione, con l’addio di Guardiola all’Etihad Stadium e l’uscita di Stones da svincolato a rappresentare due importanti fili di continuità recisi contemporaneamente, mentre il direttore sportivo Hugo Viana avviava il processo di rimodellamento della rosa attorno al nuovo allenatore Enzo Maresca.

L’esclusione dalla finale di Carabao Cup, in particolare, è un dettaglio che risuonerà tra i tifosi che hanno visto Stones dare così tanto al club nel corso di un decennio che ha portato sei titoli di Premier League e una Champions League – la decisione di lasciarlo fuori da una finale importante mentre le alternative naturali non erano disponibili si accosta in modo scomodo alla successiva conferma del club che il suo contratto non sarebbe stato rinnovato.

La ricerca di Viana di un successore a lungo termine di Stones al centro della difesa del Manchester City è stata tra le priorità più urgenti della sua agenda estiva, con la ricostruzione supervisionata da Maresca che richiede qualità e profondità in difesa tanto quanto il rinforzo a centrocampo già affrontato con l’arrivo di Elliot Anderson dal Nottingham Forest.

Che Stones trovi un nuovo club nelle prossime settimane – durante la Coppa del Mondo o subito dopo – oppure scelga di prendersi il suo tempo per valutare le opzioni da svincolato, con qualità rimaste intatte nonostante le circostanze del suo addio al City, il modo in cui si è concluso il suo legame decennale con l’Etihad Stadium merita un epilogo più ponderato del disorientamento nel centro di allenamento descritto nel racconto di Lee.

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 qui.

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