Calcionews24
·19 maggio 2026
Rivoluzione Como: la formula di Fabregas tra gestione dei cambi e rosa corta

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Il Como di Cesc Fabregas sta scardinando i tradizionali dogmi gestionali del campionato italiano attraverso una strategia tanto rischiosa quanto redditizia. Insieme al direttore sportivo Charlie Ludi, il tecnico spagnolo ha strutturato l’organico basandosi su un paradosso matematico: disporre del gruppo più ristretto della Serie A e, contemporaneamente, stravolgere la squadra a partita in corso. I dati statistici certificano l’efficacia di questa filosofia. La Gazzetta dello Sport oggi propone questo focus: a un solo turno dalla fine del torneo, il Como è la formazione che ha utilizzato meno calciatori in assoluto (appena 24), ma guida la classifica delle sostituzioni complessive a quota 183, al pari del Bologna di Italiano e davanti all’Inter di Chivu (182). Al contrario, il caos gestionale delle retrocesse Pisa e Verona, che hanno impiegato ben 34 elementi, dimostra come l’eccessivo turnover logori i risultati.
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La rosa lariana è stata costruita inserendo coppie di giocatori di livello tecnico omogeneo. Questa programmazione consente a Fabregas di cambiare interpreti senza intaccare l’intensità agonistica della manovra. La recente vittoria contro il Parma ne è l’esempio perfetto: il gol decisivo è nato dall’asse interamente subentrato composto da Jesus Rodriguez e Alberto Moreno. In caso di emergenze, l’allenatore fa leva sulla duttilità di elementi polivalenti capaci di ricoprire più ruoli, garantendo soluzioni tattiche immediate anche in situazioni critiche.
Oltre ai riscontri di campo, la scelta della rosa corta risponde a una precisa logica psicologica. Nonostante il club sia controllato dalla potentissima holding della famiglia Hartono, la dirigenza ha rifiutato i freddi algoritmi delle multinazionali per preservare una dimensione a misura d’uomo. Fabregas ha blindato lo spogliatoio limitando i posti per evitare l’insorgere di malumori legati al mancato impiego: un ambiente sano, sobrio e protetto, ideale per la crescita dei giovani talenti. Nel frattempo, la società guarda al futuro europeo anche fuori dal campo, avendo già avviato i lavori di adeguamento strutturale del Sinigaglia per soddisfare i severi criteri imposti dalla Uefa.







































