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·22 luglio 2026
Rocca (Pres. Regione Lazio): "Da laziale mi sento ferito e offeso. La mia posizione? Credo sia un dovere istituzionale. La Reggina..."

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Nel corso della trasmissione “Quelli che…” in onda su Radiosei è intervenuto il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca per commentare la complessa frattura tra la tifoseria laziale e il presidente Lotito. Inoltre, Rocca si è anche soffermato sulla propria esposizione pubblica rispetto ad altri personaggi politici e sulla conferenza stampa di presentazione di Lotito come nuovo patron della Reggina.
Fino a poco tempo fa ho sempre tenuto per me le mie considerazioni, anche se le ho comunicate al presidente Lotito. Poi non ce l'ho fatta più fatta. Nonostante uno cerchi di capire la strategia, il futuro e la visione nel mondo Lazio, poi uno alza le braccia. Non mi vergogno della mia lazialità. Credo che sia un dovere istituzionale. La Lazio è un patrimonio di Roma. Espormi in maniera così forte per una comunità è un segnale che le istituzioni devono dare.
Cosa ho detto a Lotito? L'ho consigliato, ma quella è una proprietà privata. C'è una delicatezza. Non c'è intenzione di vendere. Ho consigliato di rispettare un assetto societario degno di questo nome, non uno staff come il Cesenatico. Serve una società che sappia comunicare con la stampa, le istituzioni, non solo con i tifosi. Si può sbagliare una stagione o un acquisto. Davanti ad una postura che va avanti da troppo tempo, io ho manifestato il mio disappunto. Mi sono sentito preso in giro, ho tirato una linea dopo che mi è stato detto che avevo ragione più volte, ma non è stato fatto nulla. Gli ho detto che doveva dare risposte e segnali forti, ma non ha avuto successo e non sono entrati nel tema della vendita. Ho voluto chiarire che non avevo mandanti agli Stati Generali. Da laziale mi sento ferito e offeso. Non si può andare per motti o latinismi, è surreale. C'è un dovere di chiarezza che io non vedo. Le domande di Bisignani sono lecite a cui si dovrebbe dare una risposta. Il presidente Cragnotti non stava tutto il giorno a polemizzare con i tifosi: questa è una postura inaccettabile.
Cosa penso della Reggina? Poco da commentare. È sotto gli occhi di tutti: ha detto delle frasi che sono un'altra ferita verso la tifoseria laziale. Ha aggravato la situazione come lo smarrimento nel popolo laziale o sentire “forza Reggina”. Può essere una retorica del momento, ma non l'ho visto differente. Con il tempo anche i tifosi della Reggina si accorgeranno del “so tutto io”. Ho timore che la Lazio scivoli sotto il profilo tecnico e il salto generazionale, che può fare un danno enorme alla Lazio e alla nostra Lazialità.
Si commenta da sola, su tutta la sua volgarità. È un richiamo fascista intollerabile. Per lui i tifosi devono credere in lui, combattere e obbedire a lui. Ma questo non esiste. Questa è la sostanza della sua filosofia.
Non posso parlare per gli altri, il problema è che non si esprimono sul momento della Lazio. Anch'io non me lo spiego. Forse c'è il timore dell'aggiotaggio, perché è una società quotata in borsa. Ma l'esercizio di critica è lecito.
Lo stadio Flaminio sarebbe meraviglioso. Credo si possa fare, ma non posso aggiungere molto. C'è una discussione in corso. Non vorrei che anche lì lui (Lotito, ndr) sia il peggior nemico di se stesso. Mi sto adoperando per lo stadio della Lazio e della Roma. Secondo me lo stadio è importante, ma ci sono discussioni tecniche importanti. Credo che si possa fare nel caso in cui non ci fossero pretese lunari. Gattuso? Deve proteggere quei ragazzi. Devono dare il massimo, anche se il tasso tecnico di alcuni non è all'altezza della Champions League, ma vedremo quello che succederà, spero che onorino la maglia indipendentemente da questa situazione. Non ho mai vissuto un momento così. A me preoccupa il salto generazionale. È lo spegnersi della passione. C'è rassegnazione, non più solo i fischi. Questa è una cosa che mi ha colpito e che non ho mai visto in tutti questi anni. Io la stessa postura l’avrei tenuta anche se questo fosse capitato alla Roma. Le squadre della Capitale vanno difese.







































