Rocchi: “Mi sono ritrovato la vita stravolta. Mai avuto contatti con i dirigenti dell’Inter. Errori? La linea del VAR” | OneFootball

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·1 settembre 2026

Rocchi: “Mi sono ritrovato la vita stravolta. Mai avuto contatti con i dirigenti dell’Inter. Errori? La linea del VAR”

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Gianluca Rocchi ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport, parlando del caso “arbitropoli” che lo ha visto nell’occhio del ciclone che si è abbattuto sul calcio italiano. Il caso giudiziario va verso la conclusione, con il pm che ha richiesto l’archiviazione dell’inchiesta e si avvicina la chiusura dell’indagine sulle “bussate” alla sala VAR.

Il 25 aprile, l’ex designatore arbitrale ha scoperto di essere indagato per concorso in frode sportiva. “Mi sono ritrovato con la vita stravolta” ha rivelato Rocchi. “Perché a me?, cosa ho combinato?” sono le domande che si è ripetuto per giorni Rocchi, aggiungendo: Ero il mostro. Ma mostro perché? Ho fatto pensieri d’ogni tipo”.


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Il caso arbitropoli ha sconvolto la vita di Rocchi: “Passi da impegni h24, perché il designatore non stacca mai, al nulla cosmico”. Il passo indietro dall’incarico di designatore fu, però, una decisione dello stesso Rocchi. “Non avrei potuto fare diversamente, rispettando i miei principi. Avevo delle responsabilità nei confronti dei ragazzi (gli arbitri, ndr). Volevo che finissero la stagione in condizioni accettabili, senza pressioni supplementari” ha risposto.

“Mai avuto contatti con l’Inter”

Tra le società al centro dell’inchiesta c’è l’Inter. Rocchi ha specificato di non aver mai avuto contatti con il presidente Giuseppe Marotta né con altri dirigenti nerazzurri: “Mai, così come non ho mai avuto, né cercato rapporti con altri dirigenti. Per questo avevo inserito la figura del referee manager, un professionista addetto ai club. Penso che lo conservino anche quest’anno“. Al direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, l’ex designatore ha ribadito: “Io posso garantirti che non ho mai favorito o maltrattato squadre, decidendo sempre in totale autonomia“.

Sulle bussate invece ha dichiarato: “C’è ancora un procedimento in corso, ho rispetto del magistrato che se ne sta occupando, così come di quelli di Milano. Ci sarà tempo per chiarire pubblicamente anche questo punto“.Rocchi ha trovato la forza di andare avanti grazie anche al supporto dei colleghi: “Tanti ragazzi hanno chiamato e mi sono stati vicini, Francesco Massimi si è comportato in modo esemplare, così come Roberto Rosetti, che mi ha permesso di continuare a sentirmi arbitro facendomi fare l’osservatore“. E ancora: “Non nego che quando ho ricevuto la convocazione, la prima, per una partita a Bratislava dello Slovan mi sono emozionato proprio come trent’anni fa“.

“Ho sbagliato la linea del VAR”

Rocchi ha riconosciuto i suoi errori nella gestione del lavoro e nelle idee portate in campo. La prima riguarda il VAR: “La linea del Var l’ho toppata, ho trasmesso un messaggio sbagliato, meglio più Var che meno. Anche in termini di comunicazione un grosso errore“. Da designatore, il 53enne toscano si presentò con parole dure: “Gli arbitri vanno diminuiti e gli assistenti dimezzati”. Rocchi non si è pentito: “In alcune occasioni è meglio essere decisi, estremi e diretti“.

Ma ora quale sarà il futuro di Rocchi? L’ex designatore predica calma: “Non s’è ancora chiuso tutto. Sto valutando alcune situazioni, spero di essere messo nella condizione di fare delle scelte“. Nonostante il momento complicato, Rocchi ha concluso sottolineando di non voler cercare vendetta: “Non devo saldare alcun conto. Non inseguo rivincite, solo giustizia“. E, infine, sulle bussate

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