Rodri: «Spagna favorita, giusto così. Io e Yamal stiamo bene…» | OneFootball

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Calcionews24

·11 giugno 2026

Rodri: «Spagna favorita, giusto così. Io e Yamal stiamo bene…»

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Il Pallone d’Oro 2024, Rodri, rientrato a pieno regime dopo il grave infortunio, guida la Roja verso la Coppa del Mondo: le sue parole

Rodri, Pallone d’oro 2024, è uno dei giocatori più attesi del Mondiale. Il centrocampista del Manchester City, causa infortuni, arriva con più energie di altri. Ecco le sue convinzioni, espresse a La Gazzetta dello Sport.


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LA FORMA DI YAMAL «Capisco che possa esserci una preoccupazione al riguardo, ma stiamo facendo una bella preparazione che servirà a tutti a riprendere il ritmo, poi vedremo, la risposta definitiva la darà il campo».

NON CI SONO PIU’ LEADER COME CARVAJAL E MORATA «È vero, ma emergono altre figure. Unai Simon, Oyarzabal, Ferran Torres, il calcio è questo, avanza, si cambia. Io personalmente non vedo grandi differenze per quanto mi riguarda, a parte ovviamente l’aspetto più visibile della cosa ovvero il fatto di indossare la fascia di capitano. Mi piace poter essere il sostegno dei compagni nel momento del bisogno. È bello poter esserci e appoggiare gli altri».

DE LA FUENTE «È una persona di grande esperienza che ci ha condotto alla vittoria, cosa che ti porta ad avere grande fiducia, e con la quale tanti di noi hanno condiviso un cammino lunghissimo, tra giovanili e nazionale maggiore. È un aspetto fondamentale, ci conosciamo alla perfezione, io con lui mi capisco con un’occhiata, spesso non abbiamo nemmeno bisogno di parlarci per intendersi. Luis comunica sempre da una base di calma e tranquillità e la cosa entra nella testa del calciatore ed è di grande importanza nei momenti di difficoltà che in un torneo di questo tipo ci sono sempre».

STAVOLTA SIETE FAVORITI, ALL’EUROPEO VINTO NON ERA COSI’ «Non cambia niente. Quando non eravamo stati in grado di vincere dovevamo dimostrare di poterlo fare, ora che l’abbiamo fatto la mentalità è la stessa: vogliamo confermarci e continuare a far vedere che siamo i migliori non in Europa ma nel mondo. Il Mondiale è la massima aspirazione per un calciatore e partiamo per andarlo a prendere».

GUARDERA’ GLI ALTRI «Sì sì, io sono futbolero. Mi piace osservare i rivali, vedere che livello hanno, cosa ci può toccare, gli incroci, che calcio praticano e offrono».

CON 48 SQUADRE NE VEDRA’ TANTE… «Eccome. In generale penso che sarà il Mondiale con maggiore esigenza della storia. Un turno in più, se arrivi in fondo sono 10 giorni in più… Per questo la gestione dei carichi di lavoro sarà chiave: non sprecare troppe energie all’inizio per arrivare bene alle partite importanti. Io quello che dico ai compagni è che questi sono tornei fatti di momenti e non di sensazioni su come sta una squadra. Vanno sfruttate le situazioni puntuali».

LE ALTRE BIG «Le solite, non c’è bisogno di nominarle. Però sì, penso che ci saranno sorprese, il livello si è alzato e c’è grande equilibrio tra un ampio numero di nazionali».

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