DirettaCalcioMercato
·24 marzo 2026
Roma, Gasperini tra silenzi e tensioni: il messaggio al presidente Friedkin dopo il flop in Europa League

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·24 marzo 2026

Dopo la vittoria contro il Lecce che ha permesso alla Roma di rimettersi in carreggiata, Gasperini continua a preparare le prossime mosse.
Eppure, dietro l’apparente calma, restano segnali evidenti di malumore. A volte il silenzio dice più di tante parole, e proprio in questa chiave va letto il comportamento del tecnico giallorosso dopo Roma-Lecce. Infatti secondo quanto riportato nell’approfondimento realizzato da Il Corriere dello Sport, sua “indisposizione” nel post partita, più formale che reale secondo molti, è sembrata infatti una presa di posizione silenziosa. Un modo elegante per evitare polemiche dirette, soprattutto dopo l’indicazione arrivata da Dan Friedkin in seguito all’eliminazione dall’Europa League: mantenere la calma, evitare tensioni interne e rimandare ogni bilancio alla fine della stagione. Il presidente vuole arrivare in fondo senza che il gruppo di lavoro si sfaldi. Non è nemmeno la prima volta che Gasperini sceglie questa strada. Era già accaduto proprio contro il Lecce, nella gara d’andata del 6 gennaio, quando dopo la vittoria preferì non parlare, complice il nervosismo per un mercato che non stava decollando come sperato.
C’è anche una curiosa analogia che lega i due silenzi del tecnico. Nella sfida del Via del Mare segnarono insieme, per la prima e unica volta, Dovbyk e Ferguson. Nell’ultima gara, invece, è andato a segno Robinio Vaz. In entrambi i casi, si tratta di attaccanti che Gasperini ha schierato quasi per necessità, più che per scelta, vista la mancanza di alternative. A pesare sul clima, secondo le indiscrezioni, ci sarebbero state anche le dichiarazioni rilasciate nel prepartita dal direttore sportivo Massara, con cui il rapporto del tecnico non sembrerebbe del tutto sereno da tempo. Il ds aveva infatti sottolineato come gli infortuni facciano parte del calcio e come la squadra debba comunque trovare dentro di sé le risorse per fare meglio, un messaggio che potrebbe non essere stato accolto con entusiasmo dall’allenatore.
Il distacco tra Gasperini e una parte del club ruota attorno a diversi temi. Uno dei principali riguarda la gestione degli infortuni. Gli specialisti scelti dalla proprietà, infatti, non sempre avrebbero condiviso le indicazioni dello staff medico, e questo avrebbe contribuito a ritardare gli interventi chirurgici di tre giocatori importanti come Dovbyk, Ferguson e Dybala, inizialmente trattati con terapie conservative che non hanno dato i risultati sperati. Anche il mercato è diventato terreno di attrito. Sia in estate sia soprattutto a gennaio, Gasperini aveva chiesto innesti pronti e di esperienza, mentre la società ha continuato a investire su profili under 24, con una spesa complessiva di circa 200 milioni nell’ultimo anno e mezzo. Un esempio è proprio Robinio Vaz, costato 25 milioni, preferito a un giocatore con caratteristiche più vicine a quelle di un profilo già pronto e di esperienza.
Non a caso, nelle scorse settimane, Gasperini aveva lanciato un messaggio molto chiaro: bisogna capire se l’obiettivo sia vincere subito oppure puntare soprattutto sulla crescita dei giovani. E aveva anche aggiunto che, in caso di mancato quarto posto, sarebbe stato naturale pensare a un cambio in panchina.
Un altro aspetto che lascia perplesso il tecnico riguarda la composizione della rosa. Tra prestiti e contratti in scadenza il 30 giugno, la Roma si ritrova con ben otto giocatori in una situazione considerata provvisoria. Oltre a Dybala ed El Shaarawy, anche titolari come Celik e Pellegrini rientrano in questo quadro poco stabile. All’interno del club, intanto, c’è anche chi osserva con qualche preoccupazione il carattere diretto e impulsivo di Gasperini. Un atteggiamento che, per certi versi, ricorda quello di Mourinho e che potrebbe esporlo al rischio di logorarsi da solo con il passare del tempo.
Contro il Lecce, il tecnico ha chiuso la partita con un tridente formato da Venturino, Vaz e Arena, tutti Under 19, con addirittura un centravanti di appena 17 anni. Anche il quarto cambio, Angeliño, tornava in campo dopo tanto tempo: non giocava dalla fine di gennaio e, dall’ultima presenza all’Olimpico del 28 settembre, aveva raccolto appena due apparizioni per un totale di sette minuti.









































