Pagine Romaniste
·5 marzo 2026
Roma, la nuova vita di Niccolò Pisilli

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·5 marzo 2026

IL MESSAGGERO (Stefano Carina) – Prima conferenza stampa di De Rossi, neo allenatore della Roma, 19 gennaio 2024: “Pisilli? Sono rimasto stupito, vederlo dal vivo mi ha impressionato. Ammetto che non lo conoscevo bene, parliamo di un giocatore forte, non credevo avesse tutta questa qualità”. Niccolò, che aveva esordito in Serie A con Mou e segnato il primo gol in Europa League qualche settimana prima dell’avvento di Daniele e dell’addio del portoghese, in stagione non trova più spazio. Arriva così l’estate, quella delle decisioni. A sorpresa, Daniele De Rossi lo conferma preferendolo a Bove. Così, a Torino contro la Juve, vedere titolare Pisilli sorprende fino ad un certo punto. Il resto è storia recente.
DDR visto lo scarso impiego del ragazzo di Casal Palocco nella prima parte di stagione del nuovo corso Gasperini, gli chiede la disponibilità di raggiungerlo al Genoa. Sembra tutto fatto quando prima arriva l’infortunio di Koné e poi la partita con lo Stoccarda: I’Under 21 segna due reti e a fine partita Gasp (che aveva dato l’ok alla partenza) lo toglie dal mercato. Uno spartiacque, quello con i tedeschi, un po’ quello che accadde a Totti nel famoso trofeo Città di Roma, con l’uno-due di Francesco all’Ajax e al Monchengladbach per buona pace di Bianchi, Litmanen e Pandolfi.
Oggi un po’ tutti si sono accorti di Niccolò Pisilli. Dopo le ultime prestazioni, sono iniziate già le crociate per invocarne una chiamata di Gattuso in Nazionale in vista degli spareggi. Calma. Prima della gara di Lecce del 6 gennaio, non aveva mai giocato dal primo minuto in campionato (in totale ne aveva racimolati appena 47), poi lo ha fatto per 5 volte su 9 gare (e impiegato 11 su 11). E ora si ricandida per Genova.
All’alba delle tre trasferte ravvicinate che attendono i giallorossi (Genova, Bologna in coppa e Como), Gian Piero Gasperini intende ruotare la rosa il meno possibile. E soprattutto intende far giocare chi sta meglio. Niccolò è uno di questi. Contro la Juventus, nella nuova versione di centrocampista d’assalto, ha impressionato per la quantità dei palloni recuperati (13), per la qualità delle giocate – suo l’assist per il gol di Wesley – per la bravura nelle chiusure difensive (5) e negli intercetti (7). È lui, ad oggi, l’uomo in più.
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