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·9 marzo 2026

Roma, Malen non basta: l’attacco non gira

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CORRIERE DELLO SPORT (Jacopo Aliprandi) – La sconfitta romanista contro il Genoa nasce anche dalla solitudine di Donyell Malen e da un reparto offensivo che, tra infortuni e inesperienza, fatica terribilmente a incidere. Non è soltanto una questione di palloni giocabili – che sono stati davvero pochi – ma di contesto. L’olandese ha provato a costruirsi le sue occasioni quasi in solitaria, cercando spazio dove spazio non c’era. Il problema è che dietro di lui, almeno in questo momento, non esiste un’alternativa. Le assenze di Dybala, Soulé, Ferguson e Dovbyk pesano, eccome.

Ma Gian Piero Gasperini ha mandato un segnale piuttosto chiaro durante la gara. Nel momento in cui la partita chiedeva coraggio e soluzioni offensive, la panchina non è stata utilizzata in quella direzione. Nella ripresa, né sull’1-1 né quando la Roma si è trovata sotto, Gasp ha puntato forte sugli attaccanti disponibili.


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Sono rimasti fuori Zaragoza ed El Shaarawy, mentre il giovanissimo Robinio Vaz è stato mandato in campo soltanto nel finale. Il dato più curioso – e forse più indicativo – è quello delle sostituzioni: nei primi settanta minuti sono entrati due centrocampisti e due difensori centrali. L’indicazione di una squadra pronta a cercare una costruzione del gioco con il pallone tra i piedi per sopperire al peso offensivo.

Così la Roma ha mostrato ancora una volta le sue difficoltà. La solitudine di Malen, l’inefficacia del giovanissimo Venturino – alla seconda partita da titolare in carriera – gli errori di Pellegrini e l’assenza pesantissima sulla fascia di Wesley hanno finito per disegnare un attacco quasi innocuo. Non a caso, l’unico squillo giallorosso è arrivato da palla inattiva, con la rete di N’Dicka. I numeri, poi, raccontano una verità difficile da ignorare. L’expected goals del Grifone recita 2.75, con undici tiri complessivi e cinque nello specchio. I capitolini si fermano a 0.35 xG: otto conclusioni totali, ma soltanto una verso la porta.

Il messaggio è evidente: Malen da solo non può bastare. C’è bisogno di nuove soluzioni offensive e di alternative credibili per accompagnarlo. Così il tecnico guarda all’infermeria con un filo di speranza. L’obiettivo è riavere Soulé già in settimana, magari per la sfida di Europa League contro il Bologna, oppure per il delicatissimo scontro diretto per la Champions contro il Como.

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