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·30 luglio 2026

Roma, sit-in davanti a Trigoria: "La società ci caccia", esplode la protesta dei dipendenti

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L'atmosfera resta tesa davanti alla sede dell'AS Roma. Questa mattina una cinquantina di persone si è ritrovata nel piazzale Dino Viola, a Trigoria, per partecipare al sit-in promosso da Filcams Cgil e Fisascat Cisl contro il trasferimento di 33 dipendenti dagli uffici del centro sportivo ai punti vendita del club distribuiti nella Capitale.

La mobilitazione, come raccontato da RomaToday, iniziata alle ore 9.00, nasce dalla decisione dell'azienda di spostare i lavoratori dagli uffici di Trigoria agli store ufficiali. Un cambiamento che, secondo i sindacati, comporta anche una sostanziale modifica delle mansioni svolte fino a oggi.


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Nonostante il presidio, i rappresentanti sindacali dichiarano di non essere stati ricevuti dalla società. Per questo motivo assicurano che la mobilitazione proseguirà.

AS Roma, sindacati: "La mobilitazione è appena iniziata"

Secondo quanto riferito a RomaToday da Massimo Aglitti di Filcams e Alessandra Aglitti di Fisascat, la società non avrebbe incontrato i rappresentanti dei lavoratori.

"Non ci hanno ricevuto", hanno spiegato i due sindacalisti, ribadendo che la protesta non si fermerà e che "la mobilitazione è appena iniziata". Entrambi hanno inoltre sottolineato la volontà di proseguire la vertenza.

Alla vigilia dello sciopero si sono inoltre registrate le dimissioni della responsabile delle risorse umane, Simonetta Iarlori.

Durante il presidio è comparso anche uno striscione con la scritta: "Gasperini ci ringrazia. La società ci caccia". Il messaggio richiama quanto accaduto dopo la qualificazione della squadra alla Champions League, quando il tecnico giallorosso aveva voluto ringraziare personalmente tutti i dipendenti degli uffici di Trigoria, dal settore amministrativo fino all'area comunicazione.

Trasferimenti, possibile tavolo in Regione e accuse di demansionamento

L'attenzione si sposta ora su un possibile incontro presso la Regione, al quale dovrebbe prendere parte anche il Comune di Roma.

I sindacati spiegano di non aver ancora ricevuto una risposta definitiva sulla convocazione, ma confermano l'intenzione di insistere. Secondo le organizzazioni dei lavoratori, infatti, non può passare il messaggio che un progetto importante come quello del nuovo stadio possa iniziare con quelli che definiscono "licenziamenti mascherati".

Sempre secondo quanto riportato nel comunicato diffuso due giorni fa, la società avrebbe collegato questa riorganizzazione interna proprio al progetto del nuovo impianto.

Filcams e Fisascat evidenziano inoltre che molti dei dipendenti trasferiti si ritroverebbero a svolgere attività molto diverse rispetto a quelle per cui erano stati assunti e formati.

Tra gli esempi citati ci sono lavoratori del settore comunicazione, come videomaker e grafici, trasferiti negli store ufficiali. Per i sindacati il rischio è che questo demansionamento possa spingere alcuni dipendenti a lasciare spontaneamente il posto di lavoro, motivo per cui parlano di "licenziamenti mascherati".

La vertenza nasce dal trasferimento improvviso dagli uffici ai punti vendita, a cui si sono aggiunte le contestazioni sulle condizioni di alcuni locali. Secondo i sindacati, in diversi store mancavano requisiti adeguati sotto il profilo della sicurezza sul lavoro, comprese condizioni microclimatiche difficili dovute, in molti casi, all'assenza dell'aria condizionata.

L'AS Roma aveva assicurato interventi per la messa a norma dei punti vendita. Tuttavia, per le organizzazioni sindacali, il piano presentato non affronta il nodo principale della vertenza, rappresentato proprio dal trasferimento dei lavoratori, motivo per cui la mobilitazione è andata avanti.

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