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·8 gennaio 2026

Roma, vertice Friedkin-Gasperini: il patron rassicura il tecnico sul mercato

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C’è chi sostiene che all’interno della Roma le dinamiche siano rimaste cristallizzate a Liverpool, a quella amichevole estiva contro l’Everton in cui Gasperini alzò la voce ottenendo rassicurazioni dirette dai Friedkin. Poco dopo arrivò Bailey, ma non l’esterno sinistro di piede destro richiesto. A distanza di cinque mesi, con il girone d’andata chiuso al quarto posto insieme alla Juventus, il quadro generale non appare poi così diverso.

Gasperini, secondo quanto ricostruito dall’edizione odierna de Il Messaggero, ha scelto una linea opposta: niente dichiarazioni, silenzio assoluto. Una strategia che ha comunque prodotto lo stesso effetto, spingendo ancora una volta la proprietà a intervenire per riportare serenità. Ormai il confronto passa attraverso summit e conference call. Una prima riunione c’era stata prima di Natale, un’altra lunedì, l’ultima ieri. Un incontro, anzi due, visto che è stato preceduto da un colloquio privato tra l’allenatore e la proprietà. Da lì Gasperini è uscito visibilmente più disteso.


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Questo non significa che le tensioni siano scomparse, soprattutto nei rapporti con il direttore sportivo Massara, assente ieri perché a Milano. È però evidente che, ancora una volta, i Friedkin – con Ranieri intervenuto in un secondo momento – abbiano voluto ribadire alcuni concetti chiave. In primo luogo, Gasperini era consapevole delle difficoltà legate al Fair Play Finanziario quando ha accettato il progetto, così come della necessità di rientrare entro giugno di circa 80 milioni, più o meno. Di conseguenza, è inevitabile che tempistiche e formule delle operazioni in entrata ne risentano. Detto questo, l’impegno della proprietà è comunque quello di garantire tre rinforzi.

Il primo, salvo sorprese, dovrebbe essere Raspadori: nella giornata di ieri sono stati compiuti passi avanti importanti, probabilmente decisivi, e la Roma attende una risposta entro le prossime 72 ore, con Gudmundsson che resta l’alternativa. Successivamente toccherà a Zirkzee, che non ha cambiato posizione sull’eventuale trasferimento e attende soltanto il via libera del nuovo allenatore del Manchester United. L’ultimo intervento riguarderà un difensore o un esterno offensivo, in base alle uscite.

Capitolo chiuso, quindi? Non proprio. Le incomprensioni restano, ma ridurre tutto a uno scontro diretto tra l’allenatore e Massara sarebbe una semplificazione. Al direttore sportivo, oggi l’anello più esposto di una catena che porta fino ai Friedkin, Gasperini rimprovera la lentezza su alcune operazioni e le difficoltà nel mercato in uscita, fondamentale per sbloccare quello in entrata. Il nodo principale è che il tecnico, nonostante i chiarimenti di ieri, continua a sentirsi isolato. Anche per questo Ryan Friedkin ha deciso di restare vicino alla squadra fino alla fine della sessione invernale, per ribadire il sostegno della proprietà.

Il feeling con Massara non è mai realmente nato, come dimostrano anche divergenze emerse pubblicamente, tra cui l’episodio di Bergamo, nel parcheggio dei pullman davanti alla squadra, che aveva portato il Ds a raggiungere l’aeroporto in taxi. È altrettanto chiaro che Gasperini si sarebbe aspettato un sostegno più incisivo da parte di Ranieri, che però non ricopre un ruolo dirigenziale con poteri decisionali, ma quello di consigliere della famiglia Friedkin. Un dettaglio che, per molti, cambia tutto.

Non a caso, nella riunione pre-natalizia dai toni accesi, quando Massara – sentendosi messo all’angolo – aveva ipotizzato un passo indietro, era stato Dan Friedkin a intervenire direttamente, ribadendo chi prende le decisioni finali. Ieri non ce n’è stato bisogno. Il direttore sportivo non era presente, impegnato nel suo lavoro tra vincoli e difficoltà, mentre Gasperini, assistito dall’interprete, ha espresso le proprie perplessità con maggiore calma.

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