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·22 gennaio 2026
ROMAGNOLI, LE ORE DELL’ABBANDONO

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·22 gennaio 2026

Non esiste più una vera spina dorsale nella Lazio Romagnoli: dopo Guendouzi e Castellanos se ne va anche Alessio. Addio al leader della retroguardia, dopo l’energia in mezzo al campo e la qualità davanti. Ormai l’esodo è una realtà. La dimensione sportiva passa in secondo piano rispetto ai conti e al bilancio. Anche il centrale, come riportato da Il Messaggero, vuole partire entro sabato: se non arrivasse in tempo il via libera di Lotito, non partirebbe comunque per Lecce a causa di un affaticamento che si porta dietro dalla vigilia della gara con il Como. Quella di lunedì scorso rischia così di essere stata l’ultima partita con la maglia “amata” della Lazio.
In quel momento però il club qatariota si fermava a cinque milioni per il cartellino. Il ritorno del suo estimatore Sarri aveva convinto il 31enne a prendere tempo, magari per riaprire un tavolo e provare a rinnovare un matrimonio in equilibrio precario. Il rinnovo di Marusic fino al 2029, quello di Basic (ancora non firmato) e il silenzio di Formello hanno spinto Romagnoli a guardarsi subito intorno. L’Al-Sadd è rimasto e ora ha portato l’offerta alla Lazio a otto milioni più uno di bonus. Lotito ne vorrebbe uno in più di parte fissa, ma è un dettaglio. La ragione è evidente: risparmio sul monte ingaggi di circa tre milioni lordi quest’anno e sei il prossimo, quello della scadenza contrattuale. Arriverebbe anche la quarta clamorosa plusvalenza con l’uscita dell’ex Milan, arrivato a zero. Ma a quale prezzo?
Il calciomercato Lazio è diventato uno spauracchio: «Si stava meglio quando era bloccato», ironizzano amaramente tifosi e radio. «Se ne vanno tutti, sono preoccupato», lo sfogo dell’ex Caicedo. Gli ultimi giorni della sessione invernale sono un incubo. Sono giorni di partenze, non di sostituzioni. La Lazio naviga a metà classifica, Taylor e Ratkov non bastano. Manca il sostituto di Guendouzi e ora va trovato in fretta anche quello di Alessio, con mesi necessari per inserirlo. Il rapporto tra società e Sarri è tesissimo. La cessione di Romagnoli appare come l’ennesima mancanza. Il difensore non è solo un big, ma il simbolo della lazialità e il cardine della filosofia difensiva del tecnico. Il problema è che il patron non vuole «trattenere nessuno controvoglia» e martedì mattina il 31enne ha comunicato al Comandante la decisione definitiva di andare via subito. Sarri ha provato a farlo desistere, senza successo, forse inutile anche un eventuale rinnovo tardivo. La società non ha comunque fatto tentativi, segnale eloquente.







































