Rovella: «Sogno di alzare un trofeo con la Lazio. Sulla partita con il Bodo Glimt…» | OneFootball

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·12 febbraio 2026

Rovella: «Sogno di alzare un trofeo con la Lazio. Sulla partita con il Bodo Glimt…»

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Nicolò Rovella, centrocampista della Lazio, ha rilasciato delle dichiarazioni su vari temi biancocelesti tra passato, presente e futuro

Nicolò Rovella è sempre più centrale della squadra di Maurizio Sarri e oggi ha parlato ai canali ufficiali del club. Il mediano della Lazio si è espresso su diversi temi tanto del momento della squadra quanto sul recente passato. Le sue parole:

PASSIONE TIFOSI E TRASFERTE – «Mi piacciono tanti particolari dei nostri tifosi. Sicuramente le coreografie che si fanno in trasferta sono pazzesche. Ma poi proprio ogni tifoso che va allo stadio è come se fosse un uomo in più, quindi è una roba pazzesca. Questo sicuramente fa sempre piacere e aiuta noi giocatori anche nei momenti più difficili.Ci fanno tirare fuori il meglio, lo spirito laziale ti dà quel qualcosa in più in campo che magari altre squadre non fanno».


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CORI, BANDIERE E INNO – «A me piace fin dall’inizio, mi è venuto spontaneo cantarla, quella “La Lazio mia”. Ci sono legato dall’inizio, ma ce ne sono tanti di cori che mi piacciono, mi piacciono soprattutto le bandiere. È una cosa che mi piace quando arrivo allo stadio prima della partita, guardare le bandiere che ci stanno in Curva o in Tevere, mi piace un sacco».

RIMPIANTI EUROPEI E BODO GLIMT – «Partita che vorrei rigiocare? Ti dico Lazio-Bodo Glimt, ma per il semplice fatto che secondo me la qualificazione l’abbiamo buttata all’andata e al ritorno abbiamo fatto quello che potevamo. Sicuramente i rigori sono una lotteria, come si dice, li sbagliano anche i più forti calciatori della storia, quindi ci sta, non è quello il problema. Però sicuramente è una cosa che mi è rimasta qua perché avremmo avuto chance di poter andare avanti e chissà poi. C’era la finale…»,

LE PARTITE PIÙ EMOZIONANTI – «Il derby, lo dico per il gol di Zaccagni, l’1-0. I quarti di due anni fa. Oppure dico la vittoria all’Olimpico col Bayern Monaco nell’andata degli ottavi. Ce ne son tante, anche quando abbiamo vinto col Milan a San Siro».

LAZIO 2019/2020 E SCUDETTO MANCATO – «Il Covid quell’anno ha influito parecchio sull’esito del campionato, la Lazio quell’anno era uno squadrone. Aveva trovato l’alchimia giusta, Mister Inzaghi era stato bravissimo e quindi purtroppo poi non ce l’ha fatta. Però secondo me se il campionato fosse continuato regolarmente senza lo stop del Covid, ce la poteva fare. Spero di viverla anch’io la lotta per il titolo con l’Italia o con la Lazio».

SAN SIRO – «Stadio più emozionante? San Siro è classico da dire ma è vero, poi le emozioni che si provano a giocare a San Siro sono poche. Poi io sono nato a Milano e quindi sicuramente è lo stadio dove andavo da bambino. San Siro è bellissimo».

SFIDA A MODRIC – «La sua maglia promessa a Zaccagni? No, ma tanto l’ho già presa, quindi gliela lascio (ride n.d.r.). Modric è un campione, ci ho giocato contro mi sembra due anni fa in Juventus-Real Madrid, sicuramente è un piacere giocarci contro in campionato».

IL MIGLIORE NEL MIO RUOLO – «Vitinha. Se vuoi un esempio».

GIOVANI E ALLENATORI – «Credo che ci voglia il giusto mix di fortuna e non so come dirti, l’incrocio tra il momento giusto e la fortuna e farsi trovare pronti negli allenamenti. Io mi ricordo quando poi ho esordito, ho avuto la fortuna di essere allenato da anche grandissimi allenatori, Thiago Motta. Adesso ultimamente non sta facendo bene ed è senza squadra però quello che ha fatto a Bologna è importante. Lui ci credeva tanto nei giovani».

PRIMO GOL CON LA LAZIO E FESTEGGIAMENTI – «L’unica cosa che spero è di farlo in casa, mi piacerebbe farlo sotto la Curva Nord».

SOGNO DI ALZARE UN TROFEO – «Io il sogno più grande che ho è alzare un trofeo con questa maglia. Alzarlo da protagonista sarebbe qualcosa di importante. Poi è giusto il primo step, perché mi piacerebbe alzarlo, mi piacerebbe creare la mentalità vincente e poi far si che se ne possano alzare tanti altri. Vorrei aaprire un ciclo vincente qua, sarebbe qualcosa di straordinario; qua a Roma quando vinci ti ricordano per sempre. Basta pensare agli eroi degli scudetti. Mi piacerebbe essere ricordato come come loro.»

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