Juventusnews24
·9 febbraio 2026
Rugani Fiorentina non è stato un affare last minute: primi contatti a inizio gennaio, c’è stato un fattore decisivo. Rivelazione

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Il trasferimento di Daniele Rugani dalla Juventus alla Fiorentina ha rappresentato una delle operazioni della sessione invernale di calciomercato bianconera, segnando la fine di un lungo capitolo per il difensore centrale. Contrariamente a quanto emerso nelle ore frenetiche della chiusura delle liste, il passaggio in viola non è stato un colpo di coda improvvisato, ma il frutto di una negoziazione partita lontano dai riflettori. A confermare questa ricostruzione è Davide Torchia, storico procuratore del classe 1994, che ai microfoni di TMW ha voluto fare chiarezza sulle tempistiche reali dell’affare e sulle motivazioni che hanno spinto il suo assistito ad accettare la corte del club toscano, lasciando la Vecchia Signora.
Secondo l’agente, la dirigenza viola si è mossa con largo anticipo, sondando il terreno già all’alba del nuovo anno per verificare la disponibilità del giocatore e le sue condizioni fisiche. Ma oltre alla volontà di rilancio in una piazza storica e ambiziosa, c’è un elemento chiave che ha fatto pendere l’ago della bilancia: la figura di Fabio Paratici. L’approdo del dirigente a Firenze, seppur formalizzato a febbraio, era un “segreto” ben noto nell’ambiente e ha costituito una garanzia tecnica e umana fondamentale per Rugani. La prospettiva di ritrovare un direttore che lo stima profondamente e con cui ha condiviso successi a Torino ha trasformato una semplice offerta in una destinazione ideale per rimettersi in gioco da protagonista.
SULLA TRATTATIVA – «Quello che posso dire è che non è stata assolutamente una trattativa last minute, è partita i primi di gennaio, almeno un paio di settimane prima che si concludesse. Ci hanno chiamato dalla Fiorentina per sapere come stesse il ragazzo e quali fossero le condizioni, poi siamo andati avanti per trovare la formula giusta del trasferimento. La Fiorentina è un club di grande tradizione, molto all’avanguardia, che vuole rimettersi in sesto».
FATTORE PARATICI – «Se ha influito la presenza di Paratici a Firenze? Era sulla bocca di tutti che Paratici a inizio febbraio sarebbe approdato alla Fiorentina. Il calcio è fatto di uomini e sicuramente è stato un fattore importante anche la possibilità di poter tornare a lavorare con lui, oltre a tutti gli altri dirigenti del club gigliato».









































