Ruggeri tra Atletico e Italia: “Playoff Mondiali? Ho sofferto, ma si riparte a testa alta” | OneFootball

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·18 aprile 2026

Ruggeri tra Atletico e Italia: “Playoff Mondiali? Ho sofferto, ma si riparte a testa alta”

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Matteo Ruggeri, oggi all’Atletico Madrid dopo la crescita all’Atalanta, parla della delusione dell’Italia ai playoff Mondiali.

Matteo Ruggeri, terzino dell’Atletico Madrid ed ex Atalanta, ha affrontato in un’intervista diversi temi legati alla sua carriera, dalla crescita nei settori giovanili fino alla delusione dell’Italia per la mancata qualificazione ai Mondiali, passando anche per il suo recente duello in campo contro Lamine Yamal.


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Il duello con Lamine Yamal e la sfida in campo

Uno dei passaggi più interessanti riguarda la sfida contro il giovane talento del Barcellona, Lamine Yamal. Ruggeri ha raccontato una vera battaglia sportiva sulla fascia: “Siamo stati bravi come squadra, l’obiettivo era limitare un giocatore che anche se ha 18 anni ha grandi qualità e doti straordinarie. È stata una bella battaglia tra di noi”. Sul confronto diretto ha aggiunto: “Cosa ci siamo detti in campo? Qualcosa c’è stato, ma non mi faccio distrarre dalle provocazioni. È giusto che sia così a questi livelli. Le chiacchiere restano chiacchiere, il campo è un’altra cosa”.

La delusione dell’Italia e la reazione personale

Ruggeri ha poi parlato della mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali, vissuta da spettatore a distanza: “Ho guardato la partita con i miei amici, qui a Madrid, sul divano. Ovviamente soffrendo. È andata così e bisogna ripartire a testa alta e guardare avanti”. Sul tema della sua esclusione dalle convocazioni ha mantenuto un profilo molto tranquillo: “Non ho nulla da ridire al riguardo. La mia unica speranza era che ci qualificassimo”.

La crescita all’Atalanta e l’approdo all’Atletico Madrid

Ripercorrendo la sua carriera, Ruggeri ha sottolineato il ruolo fondamentale dell’Atalanta nella sua formazione: “L’Atalanta a livello giovanile cura tutti i minimi particolari. Prima ti fanno crescere come persona, poi come calciatore”. Ha poi raccontato il salto in Spagna: “Il primo giorno all’Atletico era difficile realizzare di essere in una squadra con campioni del genere. Mi hanno fatto sentire subito a casa, e questo è il segreto dell’atmosfera creata da Simeone”.

Gli inizi e gli episodi d’infanzia

Infine, spazio anche ai ricordi personali: “Avevo cinque o sei anni quando mio papà mi disse che un osservatore mi aveva preso all’Atalanta. Non sapevo nemmeno fosse un provino”. E con un sorriso ha ricordato anche la sua energia da bambino: “In casa ho rotto quadri, vasi, ho spaccato di tutto. Mia mamma mi ha fatto impazzire, ma era sempre lei ad accompagnarmi agli allenamenti”.

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