Calcionews24
·4 febbraio 2026
Sabatini svela: «Le lamentele di Gasperini sul mercato? Sono una strategia! Pensai di portarlo alla Roma con me ma…»

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Walter Sabatini ha analizzato il momento della Roma ai microfoni di Forzaroma.info. L’ex direttore sportivo giallorosso ha voluto spegnere le polemiche relative alla presunta insoddisfazione di Gian Piero Gasperini per il mercato, spiegando che le lamentele del tecnico di Grugliasco rientrano in una precisa strategia comunicativa volta solo a tenere alta la tensione, escludendo reali malumori.
Sabatini si è detto sicuro delle potenzialità della rosa capitolina, indicando la qualificazione alla prossima Champions League come obiettivo minimo, poiché l’allenatore è in grado di aggiungere valore e punti alla classifica. Infine, un retroscena: il dirigente valutò l’ingaggio di Gasperini in passato, desistendo per incompatibilità caratteriali, ma si è detto convinto che il mister saprà aprire un ciclo importante guadagnandosi il rispetto della piazza.
GASPERINI INSODISFATTO DEL MERCATO? – «Non è vero. Quella di Gasperini è una strategia comunicativa che attua da sempre: è un modo per tenere alta l’attenzione, stimolare l’ambiente e responsabilizzare la squadra. Non è scontento, fa parte del suo metodo di lavoro. Ha sempre costruito nel tempo e continuerà a farlo».
CON QUESTA ROSA PUÒ PUNTARE ALLA CHAMPIONS? – «Per me sì, senza dubbio. Se a Gasperini viene data una squadra da 40 punti, ne fa 45. La Champions deve essere l’obiettivo minimo per la Roma. La squadra è di valore, ha qualità, intensità e alternative. Non vedo perché non dovrebbe puntarci».
SE AVREI VISTO BENE GASPERINI NELLA MIA ROMA? – «Ci pensai il primo anno, ma i nostri caratteri sono molto diversi, non si sposano bene. A Roma, inoltre, guadagnare il consenso dei tifosi non è facile: ai tempi lo chiamavo ironicamente ‘Gasperini il carbonaro’. Nella Capitale devi meritare il rispetto della gente e lui ci sta riuscendo bene. Personalmente, credo che nel tempo riuscirà a costruire un ciclo importante, proprio come ha fatto altrove».








































