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·17 settembre 2026

Sampdoria, maxi contesa da 7,5 milioni con Ssh: il club chiede la restituzione della cifra

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Sampdoria, la battaglia legale con Ssh riguarda i diritti litigiosi della Serie A. La ricostruzione della vicenda e il possibile guadagno milionario per la società di Joseph Tey

La Sampdoria apre un nuovo fronte legale legato al passato societario. Il club blucerchiato ha infatti chiesto alla Ssh (Sport Spettacolo Holding srl), la vecchia controllante riconducibile all’ex patron Massimo Ferrero, la restituzione di circa 7,5 milioni di euro. Una cifra significativa che, secondo la società ligure, rappresenterebbe un’eccedenza rispetto agli accordi sottoscritti nel periodo del passaggio di proprietà.

La somma nasce dalla vicenda relativa ai cosiddetti “diritti litigiosi”, ovvero i crediti collegati alla causa promossa dalla Lega Serie A contro alcuni broadcaster accusati di aver formato un cartello anticoncorrenziale tra il 2008 e il 2018, con conseguenze sugli introiti dei diritti televisivi internazionali. Dopo il procedimento, la Lega ha raggiunto un accordo da circa 300 milioni di euro da distribuire tra i club che hanno militato in Serie A in quel decennio. Alla Sampdoria sono spettati 11,2 milioni, versati però sul conto di Ssh in due tranche: 7,5 milioni a fine maggio e 3,7 milioni a fine giugno, segnala Il Secolo XIX.


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Sampdoria, il nodo degli accordi firmati durante il cambio di proprietà

La questione nasce dal momento storico del passaggio societario che, nel giugno 2023, ha permesso alla Sampdoria di evitare il fallimento. In quella fase Matteo Manfredi, per chiudere alcune pendenze con la vecchia proprietà, aveva scelto di trasferire a Ssh, inserita nel trust guidato da Gianluca Vidal, anche i diritti litigiosi relativi alla causa della Lega Serie A.

L’accordo era stato definito in una fase di grande incertezza, quando non era ancora possibile prevedere l’esito della vicenda giudiziaria né l’importo finale che sarebbe stato riconosciuto ai club coinvolti. Successivamente l’intesa è stata confermata, con alcune modifiche, sia nell’accordo transattivo del maggio 2024 sia nel “closing memorandum” del settembre 2024. La Sampdoria ritiene di aver già saldato gli obblighi nei confronti della vecchia controllante, avendo versato circa 3,5 milioni di euro complessivi, compresi 104 mila euro relativi alle pendenze condominiali della precedente sede di Corte Lambruschini.

La richiesta da 7,5 milioni può diventare una nuova causa

Il punto centrale della disputa riguarda l’interpretazione degli accordi privati tra le parti. La Sampdoria sostiene che Ssh avrebbe dovuto incassare soltanto la quota dei diritti litigiosi necessaria a coprire i crediti vantati nei confronti del club. Se questa lettura venisse confermata, i restanti 7,5 milioni rappresenterebbero una somma senza una giustificazione causale e quindi da restituire alla società blucerchiata. La vecchia controllante, però, potrebbe avere una posizione differente e la vicenda potrebbe sfociare in un nuovo contenzioso giudiziario.

L’eventuale recupero della cifra avrebbe un peso importante per la Sampdoria e per il progetto della nuova proprietà guidata da Joseph Tey. Sette milioni di euro, infatti, equivalgono a una quota rilevante del bilancio sportivo del club: una somma vicina a circa un terzo del monte ingaggi stagionale della squadra.

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