Calcionews24
·25 febbraio 2026
Sassuolo, Pinamonti si racconta: «L’Italia è un obiettivo. Giocare per una big? Solo così potrei riuscirci. Sul rapporto con Grosso posso dirvi questo»

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Andrea Pinamonti sta vivendo la sua stagione della maturità. L’attaccante del Sassuolo ha trovato un equilibrio magico che si riflette sul campo: 6 gol in 6 partite e un ruolo da leader silenzioso ma implacabile. Ecco la sua intervista al Corriere dello Sport:
SODDISFATTO «Lo sono perché miglioro negli anni. Analizzo le mie prestazioni per crescere, oltre alle statistiche di gol e assist sono contento di quanto riesco a dare alla squadra e perché so stare dentro la partita. Sono l’uomo più felice del mondo quando arriva il gol e spero di farne tanti».
IL GOL PIÙ BELLO E QUELLO PIÙ IMPORTANTE «A Bergamo all’andata contro l’Atalanta per l’azione e la giocata. Conta tanto quello al Bentegodi col Verona perché ha portato 3 punti in una sfida difficile».
IL SOGNO AZZURRO «È normale, ce l’ho in testa come obiettivo. Mi piace competere per un grande obiettivo. Voglio migliorarmi giorno per giorno per arrivarci».
UN MESSAGGIO PER IL CT GATTUSO «No, cerco di allenarmi e giocare come se ogni partita fosse la più importante della mia carriera per arrivare all’azzurro. Più di migliorarmi non posso fare. Penso che sia realizzabile, non posso dire la tempistica».
IL NONO POSTO DEL SASSUOLO «Da neopromossa non era per niente scontato, nessuno poteva immaginarlo. Siamo soddisfatti, ma non ci accontentiamo e proviamo a salire. Mi piace l’umiltà di capire ciò che siamo, non ci siamo dati un traguardo. Guardiamo a ogni singola gara per poi tirare le somme, consapevoli di quanto sia difficile. Contenti di dove stiamo e del margine dietro, ma questa Serie A resta difficile e imprevedibile. Andiamo avanti, poi si vedrà».
IL RAPPORTO CON FABIO GROSSO «Si è creato un ottimo rapporto fin dall’estate. Mi ha sempre parlato, mi ha dato consigli utili. Mi è vicino e per un giocatore vuol dire molto. Mi ha sempre difeso e l’ho ringraziato più volte. È importante avere il supporto dell’allenatore e dei compagni. Mi fa stare sereno, mi ha sostenuto continuamente magari anche per il lavoro che ho sempre fatto per la squadra».
L’EFFETTO DEL PICCOLO ADAM SULLE PRESTAZIONI «Sicuramente. Il calcio è il mio lavoro, ma c’è anche famiglia. Mio figlio ha portato serenità, c’è nei momenti difficili e me li fa dimenticare. Se sono triste, lui comunque sorride. Da quando è arrivato mi fa vivere ogni cosa con maggiore tranquillità, accanto alla responsabilità. In campo penso anche a lui, affinché sia orgoglioso del suo papà».
L’AMBIZIONE DI APPRODARE IN UNA BIG «Sfido chiunque a non pensarci. È legittimo voler giocare in futuro in una piazza grande e importante. So che per riuscirci devo lavorare, crescere, impegnarmi e dimostrare di meritarlo. Solo così potrei un giorno riuscirci».
COSA MANCA PER IL SALTO DI QUALITÀ DEFINITIVO «Difficile dirlo, per come sono fatto io manca un po’ di tutto. Cerco in allenamento di migliorare dove so e penso di poter migliorare. Il discorso è troppo complesso, con i sacrifici si può migliorare e quindi ambire al meglio».
IL VANTAGGIO DI GIOCARE AL FIANCO DI BERARDI «Assolutamente sì. Lo conosciamo tutti, a Sassuolo ha fatto la storia di questa società. Quando scende in campo porta la qualità e l’esperienza in più che fanno giocare meglio tutti e pure io che gli sto al fianco. Si porta via gli avversari e agevola tutti».
I DIFENSORI PIÙ FORTI INCONTRATI IN CARRIERA «Negli ultimi anni, Koulibaly quando stava a Napoli. Quest’anno il livello è molto alto e si trovano difensori più forti. Ogni partita è una battaglia. Penso che contro Mancini della Roma non sia mai facile».









































